Ronzani Editore. Una storia di cultura e di passione.

Tarda mattinata, il sole di metà gennaio entra dalle finestre dell’ufficio. Telefoni che squillano senza sosta. Corrieri che suonano per consegnare o ritirare colli da spedire. Uno di questi arriva con un pacco che qui stavano aspettando con impazienza. Un libro nuovo, fresco fresco. Beppe Cantele si alza dalla sua scrivania, scattando come un bambino felice. Apre la scatola mentre Elsa firma la bolla di consegna. Sembra di assistere ad un parto. L’emozione coinvolge la grande sala. Il libro in questione è “La Viola di Strauss” di Luigi Bressan, un libro di poesie. La sezione poesie sta andando molto bene, mi dicono. Ma tutto in realtà sta andando molto bene qui in Ronzani. Si respira un’aria soddisfatta. Un minuto di gioia, poi si torna al lavoro. Qui le soste sono rare. Beppe raramente stacca prima delle 21, ed intorno a lui il clima rimane di pura dedizione. Ronzani non è una semplice casa editrice, è una sorta di enclave culturale dentro alla pianura vicentina, in quella Povolaro nota di solito per le borse in pelle e per fare da raccordo tra Vicenza e Dueville. In realtà, oggi come oggi, Ronzani Editore è probabilmente la casa editrice di punta dell’intera provincia. E il tutto in meno di sei anni. Questa è la sua storia.

Si inizia con una passione enorme, quella di Beppe, che è un vulcano di energie, di idee, di parole, di emotività al servizio della causa. Per lui non esiste nulla che si fa “tanto per fare”. La missione di un editore è quella di migliorare la società, poche chiacchiere su questo. Ha creato attorno a lui e alla sua visione un mondo fatto di azioni concrete, di amici, collaboratori, enti, associazioni e ovviamente libri, tantissimi libri. Con Beppe Cantele o lo annusi e capisci di somigliarli o non lo capisci. Ma se gli somigli, quel che accade subito dopo è inevitabile. Mal che vada ci lavori assieme, al meglio diventi un suo caro amico. Persona schietta, trasparente, viscerale. Uno per cui il mondo va cambiato coi fatti. Gli diamo la parola.

Beppe Cantele

“Negli anni tra il 2012 e il 2015 ho lavorato moltissimo sull’aspetto culturale del programma di un certo partito politico italiano di cui non ti faccio il nome (e si ride). Sono sempre stato inserito nelle politiche culturali italiane, specialmente per quel che riguarda il mondo che ruota attorno ai libri. Non parlo della vendita, o non solo, ma mi riferisco alla gestione dei patrimoni librari, alla gestione delle biblioteche, di tutto quello che è storicamente una delle sfaccettature di cui l’Italia è stata eccelsa interprete. Basti pensare alla lunghissima tradizione libraria veneta che aveva epicentro in Venezia e attirava grandi stampatori da tutta Europa. Tutti citano Aldo Manuzio, ma i primi ad arrivare a Venezia furono Giovanni da Spira e Nicolas Jenson. E il motivo è semplice: Venezia era ricca, libera e commerciava con tutto il mondo. Ma torniamo a noi. Quando mi fu chiesto un ulteriore impegno in favore della cultura io ho risposto: “sentite, la prima associazione culturale l’ho fondata a 16 anni, io davvero avrei già dato, l’unico ambito in cui però potrei dare tutto è quello di una casa editrice”. Sai cosa? Checché ne dicano ma io affermo fieramente che fare libri è fare politica e dico sempre che ho così scelto di fare politica prendendola molto molto alla larga”.

uffici della sede

Ve l’avevo detto che era un fiume in piena. Gli uffici in sede sono spaziosissimi e comodi. I libri che riempiono le sale sono obiettivamente belli da vedere. E non sembri un commento frivolo. Per Ronzani l’estetica è fondamentale. La carta, la grafica, la rilegatura, tutto è seguito con un’attenzione ed un gusto che il termine “qualità” diventa una somma tra i contenuti delle pagine e l’oggetto libro in quanto tale. Nell’era di Kindle e degli audiolibri, è un approccio romantico e resistente. Ma anche vincente. E la crescita di Ronzani lo dimostra. Continua Cantele.

“All’inizio ho voluto coinvolgere vari amici, in primis le persone che adesso formano la direzione: il Presidente Claudio Rizzato, la mia condirettrice Luisa Maistrello, la nostra grafica Elsa Zaupa, Alessandro Corubolo il grande maestrro tipografo veronese che ha realizzato il logo e i primi progetti e Franco Zabagli del gabinetto Viesseux di Firenze. Con questa squadra è nato un progetto culturale con la volontà di proporre libri di qualità contenutistica e materiale. In altre parole di fare libri belli! Anche perché il mercato italiano ha vissuto negli ultimi 30 anni uno scadimento dal punto di vista della qualità dell’oggetto libro. Nasciamo nell’aprile del 2015 e iniziamo a pubblicare nel febbraio del 2016 emblematicamente con i “Sillabari Veneti” di Parise. Attualmente contiamo 15 redattori e 18 soci che compongo la srl: di questo ringrazio  l’amministratore delegato Dario dal Ferro per il contributo fondamentale alla creazione della struttura amministrativa ed aziendale che Ronzani ha oggi”.

Elsa Zaupa, Beppe Cantele e Claudio Rizzato

Ronzani si pone come vero e proprio soggetto culturale. L’identità è forte ed evidente. Gli autori pubblicati sono parte di una famiglia e così tutti i collaboratori. Il lavoro di queste persone è basato sul concetto di andare oltre il libro in sé. Qui si fa divulgazione, si organizzano incontri, si scoprono talenti, si valorizza il territorio come nel caso del festival della poesia a Salgareda dove Ronzani è presente come unica casa editrice veneta.

“I primi 5 anni li abbiamo festeggiati nel luglio 2021. Sono stati 5 anni di lavoro durissimo ma di grandi soddisfazioni, prima fra tutte gli incontri con tante persone straordinarie, sia come autori che abbiamo accolto felicemente nel nostro catalogo, sia come collaboratori e fornitori. Tutto un mondo che a diverso titolo contribuisce al progetto. Dai 3 titoli del primo anno siamo passati ai 60 del quinto. Lasciami dire che nessuno in Italia coi nostri mezzi ha fatto una cosa simile. Abbiamo strutturato una serie di collane affidando per ciascuna la direzione ad un esperto e abbiamo lavorato con l’obiettivo dichiarato di arrivare ad una struttura che ci permetta di essere accolti nel mercato della distribuzione nazionale e quindi di giocare con le stesse regole di player ben più importanti di noi. Da inizio del 2022, nostro sesto anno, siamo finalmente giunti ad essere distribuiti da “Ali srl” di Milano uno dei più importanti distributori nazionali. Inoltre ora abbiamo un ufficio stampa che si occupa specificatamente di tutte le nostre uscite, portandole sulle scrivanie dei più importanti giornalisti culturali d’Italia. Con una struttura solida e una distribuzione garantita a livello nazionale abbiamo attirato alcune importanti istituzioni come lo IUAV di Venezia e l’attenzione di vari esponenti delle università italiane come la Cattolica e la Statale di Milano, le università di Trento e Macerata e tutte quelle del Veneto, che vedono in Ronzani un partner affidabile anche per portare fuori dalla stretta cerchia universitaria il molto di buono che viene prodotto e che merita di avere ampio pubblico”.

Nel 2021 Ronzani ha messo a segno due grossi colpi: l’assunzione della direzione della collana “ventoveneto” da parte dello scrittore Matteo Righetto e la creazione ex novo della collana dedicata alla narrativa contemporanea chiamata “carvifoglio”, voluta e diretta da Bruna Graziani, direttore artistico del Carta carbone festival di Treviso ed editor professionista. L’instancabile Beppe dirige personalmente la collana che rappresenta la sua grande passione per il libro come manufatto, chiamata “storia e culture del libro”. In 4 anni ha pubblicato 18 titoli, ne ha in uscita altri 6 nel corso del ‘22. È sicuramente la collana di tipografia più vitale del paese ed annovera nomi di primo piano della tipografia italiana ed internazionale.

Prima di salutare ci portiamo via il romanzo di Ligio Zanini “Martin Muma”. C’è un gran lavoro di Ronzani per la rivalutazione degli scrittori italiani in Istria. Si sta lavorando ad un progetto di traduzione in lingua croata dei libri degli italiani d’Istria; alla fiera di Pola, Ronzani è l’unica casa editrice italiana invitata. Il libro di Zanini edito da Ronzani e curato da Mauro Sambi ci pare perfetto per terminare questa storia. Non fosse altro per il fatto che fu Zanini a dire “Non esiste la libertà, esiste l’uomo libero”: una frase che spiega il lavoro di questa gente, un lavoro costante che non è mai un sacrificio, proprio perché fatto per dare quel briciolo di libertà in più alle persone attraverso uno strumento potentissimo che si chiama libro.

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