Vicenza, primo mattino, un ciclista esce dal portone, sale in sella e già le auto lo fiutano, lo stringono, lo spingono sul bordo. Incrocio dopo incrocio, il verde pedoni è un battito di ciglia: undici secondi per attraversare. Le strisce sono spesso graffiti sbiaditi. Un’anziana si pianta in mezzo alla carreggiata, borsa al vento, occhi spalancati. Il SUV inchioda a un palmo. Nessuno scende. Nessuno chiede scusa. Sulla Riviera Berica non esiste pista. Un tir lo sfiora. Lui chiude gli occhi e già si vede nella fotografia in bianco e nero: «Ciclista travolto, fatale la distrazione».

Nel 2024 sono state 3030 le vittime della strada, secondo i dati Istat. Molti i decessi tra motociclisti (830), pedoni (470) e ciclisti (185). Nel 2024 la Polizia Locale ha rilevato 51 investimenti di pedoni a Vicenza città, un dato che sale a 718 incidenti totali, con un crescendo rossiniano: da 579 nel 2021 ai picchi del 2024. L’8,62% dei mezzi coinvolti sono biciclette, prede facili in un’arena dove l’automobile è gladiatore. Ma il 2025 ha accelerato il “trend”: nei primi quattro mesi, 192 sinistri rilevati contro i 179 del periodo analogo 2024, con la distrazione al volante – il demone smartphone – che miete 59 perdite di controllo veicolare. E in provincia, il Veneto piange 16 ciclisti uccisi nei primi sei mesi, mentre a livello nazionale il bollettino è apocalittico: 106 ciclisti morti nei primi sei mesi, +21,8% sul 2024, e 212 pedoni falciati, con gli over 65 che pagano il fio di una vecchiaia resa precaria dal caos viario. Al 26 ottobre, 192 ciclisti italiani giacciono sotto terra, superando i 185 dell’intero 2024 – un record nero che fa impallidire i bollettini di guerra.

Vicenza non è esente dal flagello. Sulla Marosticana quattro incidenti mortali negli ultimi sei mesi. Poi Viale Venezia con i suoi quattro attraversamenti a rischio, via Battaglione Framarin con tre, e poi la Riviera Berica, viale dello Stadio: 13 strade identificate come trappole mortali, 26 zebre pedonali che attendono non zampe feline, ma euro dal tesoretto comunale di 421.165 per illuminarle e salvarle. Due ciclisti uccisi solo a febbraio, in un balletto di accuse reciproche tra automobilisti distratti e ciclisti audaci – ma chi paga, in fondo, se non l’innocente? Il 19% degli incidenti del 2024? Mancata precedenza a pedoni e ciclisti.

Eppure, in questo turbine di lenzuoli bianchi, c’è un barlume: il Comune stanzia, la Provincia analizza, e 550.000 euro per piste sicure promettono redenzione. Ma non illudiamoci: i numeri non scendono con le buone intenzioni, ma con la volontà ferrea di un ordine nuovo. Pedonalizzazioni, dossi, limiti feroci, e una Polizia Locale che non sia solo cronista di lutti, ma sentinella implacabile.










