«Tanto tuonò che alla fine… grandinò!» Così il Movimento Federalista Europeo – Veneto commenta l’accordo raggiunto nei giorni scorsi tra Unione Europea e Stati Uniti in materia di dazi, che impone una media del 15% sulle esportazioni europee. Un risultato che, secondo il MFE, fotografa drammaticamente l’impotenza dell’Europa attuale nel contesto globale.
Franco Lorenzon, Presidente del Movimento Federalista Europeo del Veneto, afferma: «Non siamo di fronte a un semplice dossier commerciale. I dazi sono solo la superficie. Sotto c’è una questione profonda di rapporti di forza e di natura politica. L’Europa non ha strumenti, non ha una voce unica, non ha una volontà chiara. E così, come spesso accade, si limita a subire decisioni prese altrove.»
Il Segretario regionale Massimo Contri rincara: «La gestione dell’ultimo miglio negoziale da parte della Commissione ha lasciato l’amaro in bocca a molti. Ma non possiamo ridurre tutto a un problema di leadership personale. La verità è che senza una struttura federale, l’Europa continuerà a trovarsi nella posizione di chi, pur pagando, non decide nulla. A farne le spese sono i cittadini europei, le imprese e la credibilità dell’intero progetto europeo.»
Anche dal territorio arriva una voce critica. Enrico Peroni, Fabio Zanin e Davide Sguazzardo, rispettivamente Segretari delle Sezioni MFE di Vicenza, Bassano e Alto Vicentino sottolineano: «Non solo dovremo pagare dazi, ma con i nostri risparmi finanzieremo la crescita americana, senza alcuna contropartita. In cambio riceviamo solo strette di mano e tanti saluti. Questo è il prezzo dell’inazione europea: invece di sederci al tavolo, continuiamo a essere nel menù.»
Il MFE Veneto invita tutte le forze politiche, economiche e civiche a riflettere su quanto accaduto.
L’accordo sui dazi è l’ennesima conferma che senza un’Europa federale, forte e coesa, capace di parlare con una sola voce e di decidere con autorevolezza, il nostro continente è destinato a una lunga e dolorosa agonia sul piano geopolitico ed economico. «Serve un cambio di passo – concludono Lorenzon e Contri –. Come disse Mario Draghi: “Fate qualcosa!”. È tempo che l’Europa diventi adulta, si assuma le sue responsabilità e costruisca finalmente un’unità politica vera. Senza federalismo, non c’è futuro europeo.»











