È Fernando Marías il nuovo presidente del Consiglio Scientifico del Centro palladiano, scelto all’unanimità dai consiglieri riunitisi venerdì 23 maggio nella sede dell’Istituto. Lo affianca Donata Battilotti in qualità di vicepresidente.
Fernando Marías, 75 anni, siede da quarant’anni esatti nel Consiglio Scientifico del Centro, dove entrò molto giovane ma già noto per i suoi studi sul Rinascimento spagnolo, su segnalazione di Howard Burns. Proveniente da una grande famiglia di intellettuali madrileni (il padre Julián fu celebre filosofo del diritto, il fratello Javier romanziere famosissimo anche in Italia), Marías ha insegnato alla Universidad Autónoma de Madrid, a Harvard University, alla University of California, all’Université Paris-Sorbonne e in Italia all’Università degli Studi Roma Tre, a Palermo e Siracusa.

I suoi campi di ricerca includono l’arte e l’architettura, nella teoria e nella pratica, nella Spagna della prima età moderna, l’immaginario artistico e religioso nella Spagna asburgica, la corografia spagnola del periodo moderno. Ha pubblicato libri e articoli di ricerca sull’architettura spagnola dal XV al XVII secolo, su maestri della pittura come El Greco, Velázquez e Bosch, e su architetti come Bernini, e ha curato le opere di Diego de Sagredo e Fray Juan Andrés Ricci, e le corografie di Anton van de Wyngaerde e Pedro Texeira.
Ha contribuito alle edizioni spagnole della grande mostra su Palladio a Vicenza e Londra (Barcellona e Madrid, 2009) e ha curato le mostre Carlos V: Las armas y las letras (Madrid, 2000) e El Greco: Los Apóstoles (Madrid e Toledo, 2010), El Greco’s visual poetics (Tokyo e Osaka, 2012) e El Greco 1614-2014 (Toledo, 2014).
Donata Battilotti, una dei più importanti specialisti internazionali di Palladio, fa parte del Consiglio Scientifico del Centro dal 2003. È autrice con Lionello Puppi della monografia di riferimento su Palladio, di cui ha curato l’aggiornamento nel 1999. Ha avuto un ruolo determinante in tutte le iniziative palladiane del Centro degli ultimi vent’anni.
I suoi interessi di ricerca riguardano anche l’immagine urbana e del territorio di Vicenza nel Cinquecento. Pionieristico per gli studi di storia urbana è considerato il suo volume Vicenza al tempo di Andrea Palladio attraverso i libri dell’estimo del 1563-1564 (1980). Per il volume Ville della provincia di Vicenza dell’Istituto Regionale Ville Venete (2005) ha coordinato un team di ricercatori e catalogato oltre 650 edifici.

Recentemente ha pubblicato Le mura di Vicenza nel Cinquecento: cronaca di un fallimento (2020) dove, per la prima volta, indaga e ricostruisce, attraverso le parole dei testimoni e dei principali protagonisti, le vicende costruttive della cinta muraria della città nel XVI secolo. All’intera terraferma della Serenissima ha dedicato il volume della collana «Storia dell’architettura nel Veneto», Il Cinquecento (con Beltramini, Demo e Panciera, 2016) e lo studio sistematico dei ponti, sia in legno che in muratura, realizzati da Palladio in tutta la regione con particolare attenzione agli aspetti tecnici e alla ricostruzione del cantiere. Dal 2016, all’interno del CISA Andrea Palladio, sta guidando il progetto di ricerca che porterà alla prima pubblicazione sistematica del corpus dei documenti riguardanti Andrea Palladio e la sua famiglia.
«In un momento molto triste per il nostro Istituto con la scomparsa del professor Burns – ha dichiarato il presidente del Centro, Edoardo Demo – ho accolto con particolare piacere la scelta del Consiglio Scientifico di avere alla propria guida il professor Marías e la professoressa Battilotti, confermando così la vocazione internazionale del Centro e il suo radicamento negli studi palladiani. È una scelta in piena continuità con la presidenza del professor Burns, di cui il professor Marías era al fianco come vicepresidente dal 1998. Vorrei qui ringraziare anche il dottor Fernando Rigon Forte per aver affiancato Burns e Marías, con la consueta generosità e competenza, in qualità di vicepresidente in questi ultimi dieci anni».










