Luca Cescotti. Musica d’arte senza fingere.

Ad inizio marzo di quest’anno è uscito un ep che è al momento una delle cose più belle sentite nel panorama italiano recente. Si chiama “Amarsi Bene”, è a firma Luca Cescotti e contiene poco meno di mezz’ora di musica. Una sorta di folk molto arrangiato e intimo laddove il termine “folk” va preso non tanto come riferimento stilistico ma come approccio acustico, sebbene più di una siano le increspature elettriche. Ingredienti: uno strepitoso fender rhodes, aperture rock, l’uso della viola da gamba (suonata dallo stesso autore) con elegantissima precisione, melodie mai scontate e una voce a tratti solo un po’ troppo alta nel mix. Siamo in una terra di mezzo in cui si trovano dei Verdena spogliati dal loro manierismo, o un Riccardo Sinigaglia più barocco. Cescotti rinuncia al ritornello facile, ha colori tenui e caldissimi, sviluppa una sua particolare forma canzone che si fa narrazione libera. Ricorda Ryley Walker o il Jim O’Rourke canzonettaro. Luca non è solo uno degli autori migliori del vicentino ma merita attenzioni e palcoscenici ben più vasti. Lo abbiamo visto recentemente a “Velocittà” dividere il palco con altri due nomi caldi della scena cittadina come Zabriski e Vigo (di cui ci occuperemo molto presto). Occasione per fare due chiacchiere di fronte ad una birra ghiacciata.

“Arrivo da formazione classica – racconta Luca – perché diplomato in viola da gamba. Poi ho preso la laurea triennale al Dams di Padova. Mio padre è cantante lirico e la musica mi ha praticamente circondato fin dalla nascita. Alle medie ho iniziato in vari  gruppetti per poi formare il  trio “Imonana”. Iniziammo ad esibirci in diversi localacci del vicentino.  Il repertorio era composto prevalentemente da pezzi miei, nati con chitarra e voce. A risentirli adesso ammetto che eravamo piuttosto acerbi. Poi negli ultimi anni son stato in Spagna ad approfondire lo studio della viola e ho sentito l’esigenza di comporre qualcosa di nuovo e più complesso. Imonana non esisteva più, allora ho pensato ad un progetto solista e ho finito per registrare “Amarsi Bene”.

Il lavoro è uscito a marzo ma quindi era pronto da prima?

Da quasi due anni in realtà. In mezzo c’è stato tanto lavoro di editing e di mix. Grazie a Riccardo Menegon il risultato finale suona davvero bene. La formazione con cui ho suonato alcune volte live non è quella che trovi nel disco, tranne Sergio Marcante alle tastiere, che ha arrangiato i pezzi assieme a me.

Hai in programma una pubblicazione fisica od offri solo l’edizione digitale?

Al momento il disco lo si trova su Bandcamp. Ho deciso così perché se è vero che Spotify è una risorsa enorme, è anche vero che quello che arriva poi all’artista è quasi zero ed inoltre  non ti permette né di scaricare e né di acquistare.

Altro materiale in vista?

Sto registrando un altro disco che è praticamente già scritto. Sarà molto diverso e sto curando nuovi  arrangiamenti al momento.

Si sentono tante influenze nella tua musica. Sia colte che pop. Parlami un po’ dei tuoi artisti di riferimento.

Ho ascoltato tantissima musica e questo fatto mi ha anche confuso perché mi piacciono troppe cose! Se devo citare pochi nomi direi sicuramente Elliot Smith che mi ha proprio sconvolto quando l’ho conosciuto e poi Bowie, un genio assoluto.  Quel che mi attrae poi è la cura del suono, la ricerca che porti a far sentire ogni nota, i suoni eleganti degli Air, poi i Verdena, i Radiohead… Dal punto di vista armonico adoro le dissonanze del madrigale del tardo ‘500 che fa dell’armonia il punto centrale un po’ come tutta la polifonia di quel periodo.

Quanto è difficile proporre una musica come la tua nei circuiti live, soprattutto nella nostra realtà vicentina?

Eh, tanto! So bene che non propongo musica facile. Il mio è un repertorio da ascoltare con attenzione e nei locali fai fatica ad importi con una proposta del genere. Emergere diventa faticoso ma conto sul fatto che la qualità prima o poi paga sempre. O almeno spero.

Luca Cescotti è onnivoro, intelligente, attento e scrupoloso. Ha una cultura musicale superiore alla media, capacità compositive eccellenti. In un mondo ideale sarebbe una star. Per noi lo è un po’ già. Dateci un ascolto. Vale davvero la pena. 

Il suo disco lo trovate qui: https://lucacescotti.bandcamp.com/album/amarsi-bene

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