«Pace a voi!». Con queste parole il Signore Risorto accolse i suoi discepoli la sera di Pasqua, mentre erano chiusi nel timore e nello smarrimento. Esse risuonano ancora oggi con la stessa forza “disarmata e disarmante”, mentre la Chiesa, in questo Anno Santo della Speranza, si prepara a celebrare la solennità più grande della fede cristiana. Eppure questa è una Pasqua difficile. Il mondo attraversa un momento di gravissima sofferenza. La nuova guerra in Medio Oriente, con l’attacco all’Iran, le continue tragedie a Gaza, in Libano e in altre terre martoriate, i bambini innocenti che perdono la vita sotto le bombe, le famiglie distrutte e interi popoli stremati, costituiscono uno scandalo che grida al cielo. In questi giorni di Passione, il Crocifisso continua a essere crocifisso, eppure, proprio dal sepolcro vuoto giunge la certezza che la morte non ha l’ultima parola. Il Risorto entra nelle nostre paure, attraversa le porte chiuse dello scoraggiamento e ripete con insistenza: «Pace a voi!». Si tratta di una pace che non nasce dalla forza delle armi ma dal disarmo del cuore. Una pace umile, perseverante. In questo momento storico così travagliato, la Pasqua interpella tutti con urgenza. La Pasqua è tempo di pace: che essa possa finalmente risplendere sulle terre martoriate del Medio Oriente e in ogni luogo del mondo dove ancora si combatte, dall’Ucraina alle regioni dell’Africa, passando per tante periferie segnate dalla violenza e dall’abbandono. A ogni credente è chiesto di diventare artigiano di questa pace. Non basta invocarla: occorre accoglierla, viverla e testimoniarla concretamente. Si disarmino i cuori dall’odio, dal rancore e dall’indifferenza. Si aprano le porte alla riconciliazione, alla misericordia e alla fraternità. La Quaresima appena trascorsa ha preparato proprio a questo: a digiunare dall’egoismo, ad ascoltare la voce di Dio e dei più poveri, a convertire lo sguardo sul mondo. Questa Pasqua è una delle più difficili degli ultimi decenni. Ma proprio per questo è più necessaria che mai. Il Cristo risorto non abbandona il suo popolo: Egli cammina accanto a chi soffre, asciuga le lacrime degli afflitti e dona speranza agli oppressi. La sua vittoria sul peccato e sulla morte rimane la garanzia che l’amore è più forte dell’odio, che la vita è più forte della morte e che la pace è possibile. Che la luce del mattino di Pasqua illumini le coscienze di tutti. Che la gioia del Risorto riempia i cuori di quanti piangono e di quanti lottano per la giustizia. Buona Pasqua a tutti voi.

Sentieri Mariani della Fede. Giovedì 16 aprile 2026, ore 17.30
Giovedì 16 aprile alle ore 17.30, in sala polifunzionale Sette Santi Fondatori, è in programma il terzo appuntamento della rassegna









