Eccoci arrivati con somma emozione a questo grande traguardo: il sesto centenario della prima apparizione mariana a Monte Berico! Secondo le fonti, l’incontro mistico avvenne all’ora terza del 7 marzo 1426, cioè verso le nove di mattina. Si narra che la testimone Vincenza Pasini saliva sul colle dal Borgo Berga per portare un pasto al marito, Francesco da Montemezzo, impegnato a curare un vigneto in prossimità dell’odierno Santuario.
La memoria di quest’evento, centrale nella storia religiosa della nostra Diocesi, verrà celebrata solennemente sabato 7 marzo 2026 alle ore 9.00. La Santa Messa sarà presieduta dal vescovo Giuliano Brugnotto, con l’animazione del coro Schola Poliphonica di Monte Berico.
La Madonna di Monte Berico ci guidi e ci protegga, indicandoci la via dell’amore, della pace, della giustizia nel mondo!

DAL PRIMO MIRACOLO DEL “PROCESSUS” (1430-1431)
Leggiamo il messaggio mariano consegnato a Vincenza Pasini
Ma la gloriosissima Vergine, Madre di Dio e fonte di misericordia, si mostrò compassionevole verso queste sofferenze, tanto più che il popolo vicentino, come si può piamente supporre, abbandonati gli antichi errori, si dedicava al culto divino con maggiore assiduità del solito. Nella figura di leggiadra e fulgidissima Regina, venerabile per maestà, con indescrivibili e inauditi ornamenti e con vestito d’oro, il cui mirabile splendore e luminosità offuscavano la luce del sole, unitamente a finissima soavità e fragranza di ogni profumo, verso l’ora terza, in quello stesso luogo, dove ora s’innalza la chiesa, della quale parleremo, apparve improvvisamente la Vergine e si mostrò a donna Vincenza, che di continuo invocava il suo nome. Essa si trovava in quel luogo, perché era solita portare cibo, in un piccolo recipiente, a suo marito, che coltivava un campo o vigna nei dintorni.
La bellezza e l’ammirazione di quella gloriosissima Regina furono così intense, che donna Vincenza (come si venne poi a sapere su testimonianza della medesima), si dimenticò di sé stessa e perse ogni facoltà fisica e psichica. Colpita da stupore e dalla straordinaria visione, come se fosse entrata in estasi, cadde a terra con il piccolo recipiente, che però non si ruppe.
E allora quella Signora e Regina gloriosa, afferrandola dapprima con la propria mano sulla spalla destra, la risollevò da terra e le rivelò di essere Maria vergine, Madre del Signor nostro Gesù Cristo, che non ebbe alcuna esitazione di subire la morte sulla croce spietata per la salvezza del genere umano. La incaricò di comunicare e di raccomandare al popolo vicentino, perché faccia costruire in quel luogo una chiesa ad onore del suo nome, se voleva ricuperare la salute, altrimenti la peste non sarebbe cessata. Allora donna Vincenza, come risvegliata improvvisamente da sonno profondo, non riuscendo con gli occhi a guardare quello splendore e non sapendo che fare o dire, scoppiò in tenere lacrime di gioia. Prosternata a terra, rispose finalmente a quella Regina e disse: «Il popolo non mi crederà. E dove, o Madre gloriosa, si troveranno i soldi, perché tali cose possano essere portate a termine?». Ma la Regina del cielo ribatté e disse: «Insisti in ogni modo, perché il popolo porti a compimento i miei comandi, altrimenti non sarà mai più liberato dalla peste e vedrà mio figlio sempre irritato contro di lui, finché non avrà obbedito. A testimonianza di quanto dico, scavino in questo posto e dal vivo ed arido sasso scaturirà spontaneamente dell’acqua; inoltre non mancherà mai il denaro all’opera iniziata».
Con una croce di legno, che teneva in mano e che normalmente s’innalzava tra queste rocce, disegnò la forma e il sito della chiesa da costruirsi, proprio nel posto ove attualmente è collocata. Conficcò poi nella terra la stessa croce, nel luogo ove è stato costruito l’altare maggiore della chiesa. Aggiunse pure alla stessa donna che, su quanti avessero devotamente visitato la detta chiesa nelle singole solennità mariane e nella prima domenica di ogni mese, verrebbero profuse generosamente grazia e misericordia di Dio e particolari benedizioni della stessa donna Santa Maria.










