di Silvia Fabbian
Porta del Cielo è il titolo dell’evento che la Comunità dei Servi di Maria propone assieme a Schola Poliphonica Monte Berico sabato 7 febbraio alle ore 21.00 alla vigilia dell’apertura dell’Anno Giubilare Mariano 2026, memoria dei 600 anni dalla prima apparizione della Beata Vergine Maria sul colle, in concomitanza con il Congresso Mariologico/Mariano Internazionale che aprirà i lavori venerdì 6 febbraio.
La serata organizzata e realizzata con la direzione artistica di Silvia Fabbian vedrà la presentazione di due opere musicali in prima esecuzione assoluta: l’Inno dell’anno giubilare mariano Madre di Misericordia e l’oratorio per soli, coro e orchestra Ianua Coeli.
L’INNO, composto da Giovanni Minuzzi sul testo di Pierangelo Ruaro, è stato pensato come segno spirituale e identificativo del Giubileo Mariano. Incentrato sui temi fondanti della speranza, della misericordia, della pace e del pellegrinaggio, si propone come memoria sonora che ci accompagnerà per tutto l’anno e anche oltre.
Un inno giubilare diviene voce collettiva che dà suono alla fede, al cammino e alla speranza della comunità in questo tempo speciale.
Il Giubileo nasce come tempo di riconciliazione, ritorno, attraversamento di una soglia; un tempo in cui si riaprono le possibilità. Porre la misericordia al centro significa dichiarare fin dall’inizio che il Giubileo è anzitutto spazio di accoglienza e di perdono e la misericordia non è debolezza, ma forma alta di responsabilità: l’umanità non si ricostruisce senza cura e non c’è rinascita senza una dimensione materna della storia.
La proposta dell’inno giubilare mariano non è decorativa, ma programmatica: è un invito ad entrare nel cammino da figli utilizzando quel mezzo potente e straordinario che è la musica per far “sentire” ciò che poi verrà annunciato e vissuto.
La prima esecuzione dell’Inno Madre di Misericordia avverrà nella versione con orchestra d’archi, mentre successivamente si ascolteranno le versioni con organo e a cappella.
L’Oratorio Ianua Coeli raccoglie le principali testimonianze evangeliche sulla Beata Vergine, nelle quali si manifesta la Volontà divina di elevare Maria a mediatrice fra la grazia celeste e l’umiltà terrena, rendendola appunto la Porta del Cielo, invocazione mariana presente nelle Litanie Lauretane, ovvero il mezzo per cui il Signore discende sulla terra incarnandosi in un bambino.
L’opera, composta da Giovanni Minuzzi su libretto di Alberto Bellon Crudeli, ripercorre gli eventi descritti nei Vangeli e li ricompone in forma poetica in una sequenza di dialoghi tra la Madonna stessa e i coprotagonisti della sua storia: l’arcangelo Gabriele, la cugina Elisabetta, gli Angeli e l’anziano Simeone, aprendosi e chiudendosi con due lodi votive rivolte alla Vergine dal popolo credente. È strutturata in quadri distinti solo raramente comunicanti tra loro: giustapposizione di momenti, come ricordi della memoria di Maria.
Dedicato alla Schola del Santuario in omaggio alla patrona della Città e della Diocesi di Vicenza, l’Oratorio sacro per soli, coro e orchestra è stato ispirato dalla lettura del romanzo Lei della scrittrice vicentina Mariapia Veladiano incentrato sulla visione umana, dolce, forte e sapiente di Maria, Madre di Dio narratrice della propria storia. Nel suo sviluppo musicale la composizione Ianua Coeli coglie il testimone della narrazione dallo sguardo di Maria e al contempo come ricordo vivo di tutte le generazioni che, nello scorrere del tempo, hanno chiamato beata la Madre di Gesù.
L’oratorio ripercorre gli eventi descritti nei Vangeli e li ricompone in forma poetica,
La realizzazione orchestrale con archi, arpa e organo arricchisce ed amplifica ogni aspetto emozionale del lavoro grazie ai diversi timbri degli strumenti coinvolti, all’eleganza delle parti solistiche, alla dinamicità dei duetti e alla forza espressiva dei momenti corali di insieme.
La scrittura musicale è intensa e pregna di significati: il preludio strumentale si apre su quattro note dell’arpa, corrispondenti alle quattro lettere dell’alfabeto ebraico che compongono la parola “Myriam”, ovvero il nome di Maria. Su queste quattro lettere le viole intonano una melodia semplice e serena come l’ancella del Signore, che in seguito si apre con una maestosità che continua a ripiegarsi su sé stessa, come un continuo slancio all’infinito e un ritornare in sé stessi.
L’entrata corale avviene dopo il preludio introduttivo con un gioioso inno di lode a Maria. Il tema che si ritrova nel basso di questo primo movimento è l’incipit dell’Ave Maria gregoriana, che tornerà anche nel movimento successivo.
Il simbolismo musicale, che permea tutta l’opera, risulta ancor più evidente nel Magnificat. Contrariamente a ciò che di solito avviene, questo quadro parte dalle sue sezioni più sconcertanti, a monito del nostro presente sempre più rivolto al potere terreno e troppo lontano dalla misericordia: “Col potere del suo braccio – ha i superbi rovesciato”: una vigorosa scala discendente racconta la caduta dei ricchi e dei potenti. La furia distruttiva, descritta da continue discese, viene compensata dalla dolcezza della seconda sezione dove riemerge il tema vero e proprio del Magnificat: “Il mio spirto esulta in Dio”, che conclude come una danza il movimento.
Nell’evoluzione dei sette quadri il Finale costituisce un esperimento nuovo per un oratorio italiano: prevede infatti la partecipazione del pubblico. Proprio perché Maria è madre misericordiosa, l’ultimo movimento renderà tutti un coro. Tutti figli di Maria, tutti uniti nella sua lode.
Da qui si apre la conclusione musicale che vedrà coro e orchestra uniti insieme nella maestosa chiusura polifonica in cui i temi del Salve Regina, del movimento iniziale e del Magnificat vengono riproposti concludendo con circolarità l’opera a sigillo di una serata musicale intensa e coinvolgente che innalzerà lo sguardo e i cuori dei presenti verso il cielo.
In collaborazione con Euritmus i musicisti coinvolti saranno Schola Poliphonica Monte Berico, orchestra La Rotonda, soprano Ilaria Gusella, mezzosoprano Aliaksandra Markava, tenore Carlo Prampolini, baritono Mauro Dalla Massara, direttore Silvia Fabbian. Con la partecipazione speciale di Mariapia Veladiano, presenta la serata Giorgio Hüllweck.
Info e contatti: info@monteberico.it – 0444.1242153










