“Progettare e ripartire”. La stagione 2022/2023 della Fondazione Teatro Comunale di Vicenza.

Progettare e ripartire sono le parole chiave della stagione 2022-2023 che propone un palinsesto multidisciplinare con oltre 60 appuntamenti (danza, prosa, musica da camera e sinfonica, circo contemporaneo, musica delle tradizioni, cabaret, musical, operetta, concerti pop, cinema ed alcuni eventi speciali), nutrito come pochi altri nel panorama regionale, con un’offerta di spettacolo dal vivo di qualità in cui ognuno possa riconoscersi e trovare il “suo” spettacolo, perché il Teatro Comunale di Vicenza continui ad essere il Teatro di tutti, un luogo irrinunciabile di riferimento e di crescita per l’intera Comunità. Il Tcvi si configura infatti come un riattivatore di relazioni, benessere e inclusione, un “motore” efficiente per generare vicinanza e condivisione, un luogo in cui ci si prende cura delle persone promuovendo un nuovo tipo di welfare non solo culturale, ma che riesce a stimolare lo sviluppo di competenze creative da utilizzare anche, e soprattutto, in altri ambiti.

Alexander Lonquich (ph: Saverio Strozzo)

La stagione artistica 2022-2023 del Teatro Comunale di Vicenza prenderà avvio lunedì 14 novembre con l’Orchestra del Teatro Olimpico condotta dal suo direttore Alexander Lonquich e il Coro Schola San Rocco ad interpretare la Messa in Do Minore di Wolfgang Amadeus Mozart, un capolavoro della musica sacra che segna l’apertura della stagione sinfonica, realizzata in collaborazione con la Società del Quartetto di Vicenza, stagione che si concluderà giovedì 4 maggio 2023 con l’ironia scanzonata e irriverente dei danzatori en travesti della compagnia Chicos Mambo diretta dal coreografo Philippe Lafeuille e la loro originalissima creazione CAR/MEN, una riedizione in chiave contemporanea del personaggio immortale creato da Bizet. Il prologo di stagione, fuori abbonamento, sarà affidato alla rassegna Musica delle Tradizioni, direzione artistica di Ilaria Fantin, in programma a fine ottobre.

Chico Mambo (ph: Michel Cavalca)

Le sezioni artistiche del nuovo programma sono quelle consuete: danza, prosa, circo, concertistica e musica sinfonica, spettacoli fuori abbonamento e il cinema al Ridotto, spettacoli per le famiglie e per tutte le fasce di età a partire dalla prima e primissima infanzia, nell’ambito dei progetti formativi. Sono confermati anche i responsabili artistici delle varie sezioni che compongono il cartellone del Teatro Comunale di Vicenza: Loredana Bernardi per la Danza, Annalisa Carrara per la Prosa, Piergiorgio Meneghini per la Concertistica e la Sinfonica, lo staff del Comunale per #tcvieducational, mentre la governance dei progetti di spettacolo è affidata a Giancarlo Marinelli, direttore artistico del Comunale di Vicenza, che ribadisce la vocazione inclusiva del Teatro Comunale e la promessa fatta alla riapertura del Teatro: “Abbiamo detto, allora, che non avremo più abbandonato lo spettatore: lo abbiamo fatto, continuiamo a stargli vicino e a pensare che il Teatro sia l’unica e forse, estrema, forma d’amore nei confronti di una Città a cui dobbiamo tanto. A cui io, personalmente, devo tanto”.

I protagonisti e lo spirito della nuova stagione

È un nuovo modo di concepire il rapporto tra l’artista e il suo pubblico, più profondo, più empatico, più diretto, quello che anima la nuova stagione artistica del Teatro Comunale di Vicenza, due anni di distanza forzata hanno irrinunciabilmente cambiato i codici della relazione che dà vita allo spettacolo dal vivo. “Quest’anno il Teatro Comunale di Vicenza scommette su un nuovo modo di intendere il Teatro (e lo spettacolo in generale); – ci fa sapere il Direttore Artistico – pur nella riconferma della meglio gioventù, per prendere le parole dal Pasolini poeta, del teatro, della danza, della musica, del circo; abbiamo scelto testi, autori, registi, interpreti, molto concentrati sul contemporaneo, ma che già consideriamo classici per la capacità emozionale che ci regalano. Con questa stagione classicizziamo il moderno” conclude Giancarlo Marinelli.

Lella Costa

E questa può essere anche la chiave di lettura che accomuna i diversi generi della programmazione. Nomi di assoluto richiamo della scena nazionale, come Lella Costa, Sergio Castellitto, Luigi Lo Cascio e Vincenzo Pirrotta, Emilio Solfrizzi, Paolo Ruffini e Massimo Ghini, Matthias Martelli con Roy Paci, Stefano Massini e ancora Marco Baliani, Alessandro Fullin, Lucilla Giagnoni e altri ancora, popoleranno la stagione di prosa e le sue proposte trasversali per temi e ispirazioni, un alfabeto completo delle parole della scena per disseminare passioni teatrali, con codici ed estetiche anche molto diverse, in un programma ricco di titoli altisonanti del teatro e dell’epica (“Il Malato Immaginario”, “Gilgamesh”, “Kolhaas”, “L’uomo dal fiore in bocca”), accanto a lavori nuovi e originali, come la narrazione teatrale “a episodi” costruita da Stefano Massini, intensa e poetica sul senso di molte piccole storie che diventano la storia di tutti. O gli spettacoli ideati nel segno della leggerezza, perché c’è tanto bisogno di sorridere, un intrattenimento con spunti di riflessione, come “Fred!”, dedicato al genio musicale di Buscaglione o i titoli che si rifanno a blockbuster cinematografici (“Quasi amici,” “Tre uomini e una culla”), per dire che i linguaggi dello spettacolo possono avere registri comuni che si nutrono reciprocamente passando da un genere all’altro.

Emilio Solfrizzi “Il Malato Immaginario”

Per la danza, accanto alle grandi compagnie nazionali, come il Nuovo Balletto di Toscana e lo Spellbound Contemporary Ballet, tornano i tanto attesi artisti internazionali, come l’acclamatissima compagnia belga di teatro danza Peeping Tom, per la prima volta a Vicenza e la raffinata compagine lituana di Anzelika Cholina, con la sua danza di ispirazione narrativa vista, per la prima volta in Italia, nella scorsa stagione del Comunale; ma ci saranno anche il Balletto dell’Opera di Sofia, a rappresentare il classico della tradizione, l’atletismo vitale della Parsons Dance e la gioia di vivere improntata ad una sagace ironia genderless dei Chicos Mambo; presenze importanti, graditi ritorni e nomi nuovissimi, come le danzatrici nordafricane del Collectif Fair-e in prima assoluta sui palcoscenici nazionali, con i loro ritmi ispirati alla street dance e alla house music, in un mix di hip hop, danze afro ed eclettici virtuosismi, su coreografia di Ousmane Sy, artista geniale prematuramente scomparso. L’apprezzata scena di danza contemporanea dal Ridotto si sposta nella nuova stagione anche in altri luoghi (il Teatro Astra e la Sala Maggiore del Tcvi), presentando interpreti affermati di riconosciuto valore, come Compagnia Abbondanza/Bertoni, Camilla Monga, Annamaria Ajmone, Cob Compagnia Opus Ballet, a portare in scena creazioni iconiche del loro repertorio o nuovissime tracce della danza del nuovo millennio.

Spellbound Contemporary Ballet

Per la concertistica i nomi attesi sono quelli di grandi solisti, originali ensemble, formazioni cameristiche e cori della grande tradizione popolare, una grande varietà di stili e l’esecuzione di ben 70 diversi autori; per gli interpreti, alcuni per la prima volta al Comunale, si va da Rudolph Buchbinder, al pianoforte, al Montrose Trio (Jon Kimura Parker al pianoforte, Martin Beaver al violino e Clive Greensmith al violoncello), dal trio con Francesca Dego al violino, Alessandro Taverna al pianoforte e Martin Owen al corno; dal viol quartett Il Suonar Parlante per arrivare alla musica popolare del Coro della SAT diretto da Mauro Pedrotti. E ancora il Janoska Ensemble con il suo stile inconfondibile e scanzonato, o l’invito alla danza (è il titolo della sua incisione per Deutsche Grammophon) proposto dal talentuoso pianista Giuseppe Albanese. Molta musica d’archi, e non solo, nella seconda parte della stagione firmata dalla Società del Quartetto, con il duo formato da Viktoria Mullova (violino) e Misha Mullov-Abbado (contrabbasso); e ancora la star argentina del violoncello, Sol Gabetta, accompagnata al pianoforte dal fedele Bertrand Chamayou; il Trio Johannes, prime parti dell’Orchestra del Teatro alla Scala, formato da Francesco Manara (violino), Massimo Polidori (violoncello) e Claudio Voghera (pianoforte), accompagnati da Simonide Braconi alla viola e Paolo Borsarelli al contrabbasso, in una formazione a Vicenza in forma allargata; e ancora l’atteso ritorno del violinista lettone Gidon Kremer con la violoncelista Giedrė Dirvanauskaitė e Georgijs Osokins al pianoforte, mentre il finale di stagione è affidato ad un virtuoso del pianoforte come David Greilsammer in un recital in cui passato e presente si fondono grazie al suo tocco audace e potente.

Rudolf Buchbinder

Nella sezione sinfonica, come da tradizione, la Oto-Orchestra del Teatro Olimpico, con una formazione in gran parte rinnovata, sarà guidata alternativamente dal suo direttore principale, il maestro Alexander Lonquich e da illustri direttori ospiti: Filippo Lama, violino concertatore e maestro formatore dei musicisti under 30 dell’ensemble, in una serata ispirata al repertorio russo con Šostakóvič e Čajkovskij in un confronto oltre i confini della storia; Nicolas Altstaedt, nel doppio ruolo di direttore e solista al violoncello, che  proporrà magniloquenti pagine per orchestra di Šostakóvič e Beethoven; Enrico Dindo, direttore e violoncello, con le virtuose esecuzioni di Dvořák, accanto a Čajkovskij e Beethoven. Presentano ancora una volta ispirazioni originali le pagine scelte da Lonquich per le sue direzioni di stagione: dalla solennità della messa mozartiana, alla vitalità straripante di Haydn, Beethoven e Mozart, nel secondo concerto in cui il maestro, oltre che dirigere, si esibirà al pianoforte, come pure nel concerto di chiusura, solista ospite il violinista Klaidi Sahatçi, spalla della prestigiosa Tonhalle di Zurigo, ad eseguire musiche di Charles Ives, rappresentante eccellente della nuova musica classica americana e la Quinta Sinfonia di Čajkovskij, sgorgata impetuosamente dopo un periodo di depressione dell’autore. Per dire, forse, che rinascere è sempre possibile.

OTO con Alexander Lonquich

Fuori abbonamento torna la felice consuetudine del Gran Concerto di San Silvestro diretto dal giovane e talentuoso maestro Marco Alibrando, protagonista il soprano Giulia Bolcato.

Molteplicità dei registri, con grande varietà di proposte e protagonisti di sicuro appeal sono la cifra che da sempre contraddistingue la programmazione degli spettacoli fuori abbonamento: nella nuova stagione saranno presentati degli eventi speciali con nomi di sicuro gradimento come Natalino Balasso, Simone Cristicchi, Teresa Mannino, Raul Cremona, mentre titoli celeberrimi saranno proposti nei filoni mainstream del musical, dell’operetta e del cabaret, generi molto apprezzati dal pubblico e che da sempre arricchiscono questa sezione del cartellone. A completare l’offerta, un’opera lirica (“La Traviata” proposta da Fantasia in RE, diretta dal maestro Stefano Giaroli), i concerti pop, con i nomi degli artisti comunicati in autunno, oltre al tradizionale gospel delle feste.

Natalino Balasso

Si arricchisce anche la programmazione della sezione del circo contemporaneo, un genere che il Teatro Comunale di Vicenza propone stabilmente in cartellone da cinque anni, un precursore rispetto alle attuali proposte di spettacolo degli altri teatri: accanto a compagnie di grande richiamo, come i canadesi Machine de Cirque, atletici, funambolici, spettacolari, saranno presentate esperienze circensi più intime, a svelare la ricchezza di dimensioni interpretative del nuovo circo: il varietà surreale dei Madame Rebinè, la vena poetica e intimista del Circo Zoè, il fascino senza tempo delle piccole cose del “mago delle bolle” Michele Cafaggi (premio Nazionale Franco Enriquez qualche tempo fa).

Machine de Cirque (ph: Emmanuel Burriel)

Riprenderà anche la programmazione del Cinema al Ridotto con i titoli delle opere liriche, dei balletti classici e di spettacoli di grande danza, trasmessi in diretta live dai più grandi teatri del mondo; il programma completo sarà annunciato dopo l’estate.

Un pubblico trasversale

Una pluralità di linguaggi e di percorsi artistici come quella proposta dal Teatro Comunale si nutre nel rapporto con il pubblico: “ci interessa sapere cosa ama, cosa cerca, cosa vuole”, dice il Direttore Artistico, senza scendere a compromessi con la qualità, che è e resta il comun denominatore di tutta l’offerta di spettacolo del Comunale. Un pubblico che frequenta e “abita” il teatro a tutte le età, da 0 a 99 anni (anzi ancor prima di nascere, visto che i genitori in attesa lo frequentano grazie al Progetto OperaMeno9), con progetti specifici di avvicinamento al mondo dello spettacolo e di formazione e crescita personale: iniziative di sensibilizzazione alla musica lirica e all’opera dedicate ai bimbi da 0 ai 3 anni (Opera Baby), agli studenti dai 6 ai 13 anni (Opera Domani), la danza per gli alunni delle scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo Grado (Danzare per Educare), i laboratori teatrali per educare alle tematiche dell’ambiente (Il Teatro delle Meraviglie), le iniziative di audience development e engagement per i cittadini spettatori, dall’età scolastica a quella adulta (Spettatori Danzanti Senior e Young, Teatro con Vista. Diventare Spettatori Partecipi), il Teatro Comunale di Vicenza è diventato un luogo di vera cittadinanza culturale. E quindi, grazie ai numerosi progetti della sezione formativa per tutte le età #tcvieducational, è un Teatro davvero per tutti, nessuno escluso. Anche in ambito sociale, sono state attivate delle iniziative dedicate per avvicinare al teatro dei cittadini che non lo frequentavano abitualmente; in particolare, grazie al progetto speciale promosso dal Comune “Vicenza oltre il Covid: con la cultura si riparte” sono stati messi a disposizione dei biglietti al prezzo simbolico di 1 euro per fasce di spettatori fragili, seguite dall’Assessorato alle Politiche Sociali: l’auspicio è che l’esperienza possa ripetersi per la nuova stagione e che possa consolidarsi oltre l’emergenza della pandemia.

Il “sistema” teatro

Se la proposta culturale del Teatro Comunale di Vicenza ha una matrice fortemente connotata e identificativa dipende sicuramente dalle scelte dei curatori artistici, ma anche dall’intenso e rinnovato rapporto con le reti nazionali e territoriali a cui il Teatro Comunale Città di Vicenza partecipa e di cui spesso è capofila (Teatri Vi.Vi. – network tra i principali teatri della provincia di Vicenza); VivoTeatro il network dedicato alla cultura con i principali Teatri sostenuti dalla Fondazione Cariverona) e, non da ultimo, dalla collaborazione con numerosi partner artistici e istituzionali tra cui la stretta collaborazione, in ambito musicale, con la Società del Quartetto e con l’Orchestra del Teatro Olimpico che presentano nella stagione concerti di alto profilo con interpreti internazionali; la collaborazione con la Fondazione Teatro Civico di Schio, partner per la realizzazione di Danza in Rete Festival, un’eccellenza riconosciuta nel panorama della scena di danza contemporanea, con la sua marcata vocazione allo scouting e alla ricerca delle tendenze coreutiche più innovative; la pluriennale collaborazione con il Circuito Multidisciplinare Arteven, per la prosa, che consente di ospitare nel programma importanti compagnie e interpreti di grande notorietà con una vantaggiosa economia di sistema, e quindi di risparmio in termini economici.

Proposte artistiche, collaborazioni, reti: è questa la macchina produttiva del teatro, attivata per il pubblico, perché il pubblico possa riconoscere i suoi valori di riferimento nello spettacolo dal vivo e tornare ad affollare i teatri, in sicurezza. L’anno passato, ancora fortemente segnato dall’emergenza Covid, ha sicuramente evidenziato una ripresa delle presenze a teatro e alcuni spettacoli di grande attrattività ha fatto registrare al Tcvi il tutto esaurito, rendendolo uno dei più frequentati al livello regionale: ma le presenze complessive, di spettatori e partecipanti ad eventi, si sono drasticamente ridotte rispetto all’epoca pre-pandemia, passando dalle 120.434 del 2019 alle 20.999 del 2021. Minor afflusso di pubblico significa anche minori entrate, per un Teatro, come il Comunale, che vive soprattutto di attività caratteristica, come la vendita di biglietti e abbonamenti e l’affitto delle sale; ma, nonostante la gravità del quadro complessivo, l’ultimo bilancio economico approvato del Tcvi (2021) si è chiuso positivamente, con un attivo di circa 7.000 euro (7.315).

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