Si chiamerà semplicemente CORSO e negli intenti sarà un laboratorio culturale innovativo che trasformerá l’ex Cinema Corso di Vicenza in un catalizzatore per l’energia creativa delle nuove generazioni. Uno spazio dove arte, performance, musica, eventi, fotografia, cinema reinventato e tecnologie emergenti si incontreranno nel segno del contemporaneo per dare vita a un ecosistema culturale dinamico e in continua evoluzione.

Il “progetto Corso” è stato presentato presso l’ex cinema Corso dalla Fondazione Roi e dal Presidente di Banca delle Terre Venete. Francesca Lazzari ha spiegato che il progetto si rivolge “prevalentemente ai giovani perché nessun cambiamento sarà possibile senza la loro energia. Ciò che ne deriva è un’espansione delle possibilità del fare e realizzare arte e cultura generando percorsi inesplorati, pluralità di linguaggi, contesti inaspettati, creando veri e propri cortocircuiti visivi e relazionali, mettendo in discussione l’ordinario e producendo inedite possibilità creative ed espositive in stretta connessione con lo spazio ospitante. L’ edificio diventa esso stesso espressione di un contenuto, di un sistema di valori condivisi e , speriamo, sostenuto da una rete di soggetti”.

Ma cosa sarà questo nuovo soggetto culturale? CORSO sarà un laboratorio culturale innovativo che trasforma l’ex Cinema Corso di Vicenza in un catalizzatore per l’energia creativa delle nuove generazioni. Uno spazio dove arte, performance, musica, eventi, fotografia, cinema reinventato e tecnologie emergenti si incontreranno nel segno del contemporaneo per dare vita a un ecosistema culturale dinamico e in continua evoluzione. Uno spazio capace di offrire una programmazione per zone orarie che corrisponda alle disponibilità di uso del tempo di varie fasce di popolazione (ad esempio: mattino/anziani, primo pomeriggio/giovani in età scolare, secondo pomeriggio/professionisti culturali e creativi; sera/ proposte aggregative con eventi per pubblico giovanile; fine settimana programmazioni rivolte espressamente a fasce di pubblico con esigenze particolari come ad esempio le giovani famiglie con bambini, ecc.) con l’ ulteriore vantaggio di rivitalizzare i servizi commerciali presenti nell’area. Un mix di attività che rifletta la realtà contemporanea e che potrebbe offrire ulteriori possibilità ai pubblici giovanili che attualmente occupano la piazza nelle ore serali.

Il progetto culturale sarà curato e definito nei dettagli entro il 2025 e attivato fin dal 2026 in dialogo
collaborativo con le realtà del territorio. Da oggi il lavoro è dedicato alla definizione e costituzione del Modello di Governance e del Soggetto Giuridico. Si sta studiando la struttura organizzativa e il business plan di start up e di consolidamento con una proiezione di 5 anni 27/32. La redazione del piano economico e finanziario, in coerenza con il piano d’offerta, dovrà assicurare la sostenibilità e la gestione efficace del nuovo spazio. Inoltre si sta definendo il brand identity e il posizionamento e le linee guida della comunicazione.

“La Fondazione Roi – dichiara Lazzari – con questa iniziativa, conferma il proprio impegno nel promuovere la crescita culturale del territorio, consapevole del ruolo fondamentale che la cultura e l’innovazione rivestono nello sviluppo di una società più aperta e partecipativa”.












