Il Comune di Vicenza ha ufficializzato oggi la propria adesione all’appello lanciato dal Coordinatore nazionale dei Garanti territoriali per le persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, dal titolo: “Non c’è più tempo! Bisogna fermare la strage di vite e di diritti nelle carceri italiane”.
L’iniziativa, che richiama l’attenzione sul drammatico sovraffollamento delle carceri e sull’urgenza di interventi strutturali per garantire dignità e diritti fondamentali ai detenuti, è stata annunciata oggi dall’assessore alle politiche sociali del Comune di Vicenza, Matteo Tosetto, dalla consigliera comunale Luisa Consolaro, presidente della commissione Servizi alla Popolazione, dalla Garante cittadina per le persone private della libertà personale, Angela Barbaglio, e dall’avvocata Matilde Greselin, responsabile dell’Osservatorio Carcere della Camera Penale di Vicenza.
«L’adesione del Comune di Vicenza – ha sottolineato l’assessore Matteo Tosetto – è un atto di responsabilità civica. Serve una politica capace di ascoltare e agire, che metta al centro la dignità umana in ogni contesto, compreso quello carcerario».
«Il tema delle carceri – ha dichiarato la consigliera Luisa Consolaro – non può più essere relegato a questione marginale. Parliamo di luoghi che oggi soffrono condizioni indegne, che negano ogni possibilità concreta di reinserimento. La politica ha il dovere morale di farsi carico di questa emergenza sociale: il carcere deve essere un luogo di recupero, non una fabbrica di disperazione».

Nel corso dell’incontro sono stati ricordati i numerosi appelli, tra cui quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che, lo scorso 30 giugno, ha ammonito: “Le carceri non possono calpestare i diritti dei detenuti, né diventare una fabbrica di criminalità”.
L’adesione dell’Amministrazione comunale si inserisce in un quadro più ampio di iniziative promosse sul territorio nazionale per il 30 luglio, a un mese esatto dalle parole del Capo dello Stato. L’obiettivo è sensibilizzare cittadini e istituzioni su una crisi che non può più essere ignorata.










