“Si combatteva Qui! Sulle orme della Grande Guerra” aprirà in Basilica Palladiana venerdì 27 giugno alle 14. La mostra fotografica di Alessio Franconi promossa dal Comune di Vicenza in collaborazione con Noack Culture Container ETS e patrocinata dalla Commissione Europea, giunge a Vicenza in occasione del 110° anniversario dall’inizio della Grande Guerra. Conflitto che vide pesantemente coinvolte anche le zone del Veneto. Sarà possibile intraprendere un impressionante viaggio fotografico dalle Alpi ai Carpazi attraverso 70 scatti. Seguendo labili tracce nella neve l’autore si addentra in incredibili storie finite nell’oblio. Storie di un intreccio di popoli in conflitto, con persone costrette a viaggi devastanti, spesso senza ritorno. Per non dimenticare.

Le foto sono state esposte sia in Italia che in Europa, da Roma ad Helsinki, creando uno spirito di memoria condivisa dei due conflitti mondiali. Franconi torna ad esporre in Italia con un percorso arricchito di alcune opere inedite. Gli scatti sono stati realizzati durante un lungo viaggio in cui l’autore ha affrontato prima le creste vertiginose delle Alpi per poi addentrarsi nei paesaggi cristallizzati nel gelo dei Monti Carpazi. Ispirato dalle note e dei canti Alpini, l’autore parte dalle Alpi e si addentra nell’est Europa fino a raggiungere l’Ucraina.
Dalle montagne vicine a Vicenza, tra cui risuonano nomi segnati dalla storia come Monte Cengio, l’Ortigara ed il Monte Pasubio, se ne affiancano altri che riemergono oggi a causa dell’odierno conflitto ucraino. Bastioni di fortezze abbandonate, dove furono combattute battaglie campali come nella città di Przemyśl. Finita sulle prime pagine dell’epoca per l’imponente assedio russo, Przemyśl oggi tornata in auge quale punto di arrivo dei rifugiati ucraini e punto di partenza degli aiuti internazionali.

La mostra è un viaggio per riscoprire i luoghi di prigionia dove caddero i nostri bisnonni ma anche dove si combatterono alcune delle più importanti battaglie della Grande Guerra.
Nata con lo scopo di ricordare le sofferenze di chi ebbe a combattere quella Guerra e di non dimenticare il costo del sacrificio umano, la mostra guida il visitatore verso una più profonda comprensione del valore della pace e dell’Unione Europea che, da oltre 70 anni, previene il crearsi di nuovi conflitti armati entro i propri confini.
Per Alessio Franconi, autore del reportage fotografico, «è stato un insegnamento di vita, un percorso introspettivo verso una maggior comprensione del mondo contemporaneo; osservare dal vivo i luoghi della Grande Guerra è un’esperienza faticosa e dolorosa dal momento in cui ancora si possono trovare le ossa sparse sui campi di battaglia».

Il progetto è il risultato di un lungo lavoro pluriennale. L’autore si è recato lungo tutto l’arco alpino passando dalla Slovenia, dall’Italia e dall’Austria lungo quello che fu il fronte italo–austroungarico della Prima Guerra Mondiale, raggiungendo campi di battaglia a oltre 3000 metri di quota. Con una lunga e delicata missione fotografica, ha attraversato i Monti Carpazi, per ricordare il dimenticato fronte orientale raggiungendo l’Ungheria, l’Ucraina, la Polonia, la Slovacchia e la Repubblica Ceca.
Alessio Franconi ci ricorda il valore della pace con delle fotografie da luoghi che sono tornati di drammatica attualità «Quando ho varcato il confine dell’Unione per entrare in Ucraina mi sono recato nei cimiteri di guerra ma, accanto ai caduti della Grande Guerra, mi sono trovato innanzi ai caduti ventenni che già combattevano nelle zone Est dell’Ucraina. I venti di guerra, oggi esplosi completamente, si respiravano ovunque».
Il reportage, giunto alla sua quarantaseiesima tappa espositiva, potrà essere visitato fino al 17 agosto nel salone della Basilica Palladiana, dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17.30). Ingresso compreso nel biglietto di accesso al monumento: 6 euro intero, 4 euro ridotto.
Informazioni: https://www.mostreinbasilica.it/it/










