Torna il festival del corto e del cinema a Isola Vicentina. Posizionato insolitamente ad inizio primavera, il festival, porterà al Cinema Marconi una serie di opere e soprattutto di incontri di assoluta rilevanza nazionale. In questo, il lavoro di Luca Dal Molin (direttore artistico e curatore della rassegna fin dall’inizio) è encomiabile e la scelta di portare nella provincia un progetto di così chiara qualità, è una scommessa sempre coraggiosa. Isola Vicentina non è nuova a palcoscenici di alto livello, basti pensare a “Profumo di Carta” che da anni porta in paese i più importanti scrittori italiani e quest’anno festeggia la decima edizione. Onore al merito anche all’amministrazione che concede spazi e supporta le iniziative. Non è mai scontato.

Che accadrà quindi quest’anno dal 6 al 9 aprile a Isola Vicentina? Il grande inizio vedrà protagonista Pupi Avati che incontrerà il pubblico alle 20.30 per la proiezione de L’orto americano film del 1991, che mescola elementi di dramma e mistero con il tipico stile evocativo del regista. La storia è ambientata in una villa della campagna emiliana, dove un gruppo di amici si riunisce dopo molti anni per ricordare un amico comune, Davide, morto in circostanze misteriose. Tra i protagonisti ci sono due americani che avevano conosciuto Davide in gioventù e che ora tornano per scoprire la verità sulla sua morte. Attraverso i loro racconti e i flashback, il film svela gradualmente segreti nascosti, tensioni mai risolte e il peso del passato, in un’atmosfera malinconica e sospesa tra memoria e realtà. Il titolo stesso, L’orto americano, fa riferimento a un giardino che rappresenta un simbolo di sogni infranti e rimpianti. Come in molti film di Avati, il racconto è costruito attorno a un’aura di nostalgia e mistero. La narrazione procede con lentezza, privilegiando l’introspezione dei personaggi e l’ambiguità della storia piuttosto che soluzioni immediate. Si tratta di un’opera che esplora il rapporto tra passato e presente, il rimorso e il tentativo di fare i conti con ciò che è stato.

Sarà invece Fabrizio Bentivoglio il protagonista della seconda giornata, lunedì 7 aprile sempre alle 20.30, con quello che è stato il suo primo mediometraggio: Tipotà. Il titolo del film deriva da un’espressione greca che significa “niente”, un concetto che si riflette nei temi della storia. Il mediometraggio si distingue per un’atmosfera sospesa e minimalista, in cui il protagonista sembra trovarsi in un limbo esistenziale. Bentivoglio utilizza pochi dialoghi e lascia molto spazio alle immagini e alle suggestioni visive. Il viaggio in Grecia diventa un simbolo della ricerca interiore del protagonista, che si confronta con il concetto di vuoto e di assenza. oltre a Tipotà, l’attore romano porta a Isola il suo primo film da regista, l’esordio sulla lunga durata Lascia perdere Johnny, opera autobiografica che mescola commedia e dramma, ambientata nel mondo della musica negli anni ’70. Il protagonista è Fausto Ciaramella, un giovane chitarrista talentuoso che sogna di sfondare nel mondo della musica. Vive a Caserta con la sua famiglia e cerca di trovare la sua strada tra piccole esibizioni locali e opportunità di lavoro precarie. Un giorno, Fausto viene notato da Augusto Riverberi, un eccentrico impresario musicale interpretato da Toni Servillo, che lo introduce nel mondo dello spettacolo e gli offre la possibilità di suonare nella band di un famoso cantante di provincia. Da qui inizia un viaggio tra speranze, delusioni e compromessi, che metteranno alla prova il suo talento e la sua determinazione. Il titolo del film deriva da un’espressione che il personaggio di Servillo ripete spesso: “Lascia perdere Johnny”, riferendosi a una celebre canzone di Chuck Berry e, in senso più ampio, al sogno della musica e dell’America che sembra sempre irraggiungibile.
Martedì 8 questa volta alle 17 sarà la volta di Simone Massi, uno dei più importanti autori di cinema d’animazione d’autore. Massi ha lavorato come autore indipendente, creando cortometraggi animati che hanno ricevuto numerosi premi nei festival internazionali. I suoi lavori si distinguono per un’estetica fortemente evocativa, con immagini scolpite su carta che ricordano incisioni o disegni a carboncino. I suoi film affrontano spesso temi legati alla memoria, alla Resistenza, alla natura e al mondo contadino, con una profonda sensibilità poetica. Alle 20.30 proiezione di “Il lavoro sono io”, un documentario del 2023 diretto da Federico Massa e Raffaele Pizzatti Sertorelli, che esplora le difficoltà affrontate da due imprenditori italiani durante la crisi economica.
Il 9 aprile alle 9 del mattino e alle 20.30 tocca alla masterclass con Gianluca Zonta e Paolo Marzoni mentre alle 11 saranno presentati i lavori della Blow Up Academy. Nel pomeriggio, alle 17, omaggio al genio di Jean-Luc Godard la cui arte rivoluzionaria e ridefinito il linguaggio del cinema. Regista iconico della Nouvelle Vague francese. Godard ha destrutturato la narrazione tradizionale, sperimentando con il montaggio, il suono e il rapporto tra immagine e testo.










