CHI HA PAURA DELLA CANAPA?

A leggere la lista dei paesi in cui l’uso della cannabis è stato legalizzato, si inizia ormai a doverci impiegare del tempo. E nemmeno per quelli in cui l’uso consentito è quello medico, che sono davvero moltissimi, ma anche per quelli in cui l’uso legalizzato è quello ricreativo. Nei soli USA ben 19 stati federali hanno detto sì alla cannabis ricreativa e dal 1 aprile 2024 in Germania è legale detenere fino a 25g con sé, 50g in casa, fino a tre piante coltivate a persona e senza limiti di THC. La cannabis è distribuita da associazioni senza scopo di lucro che possono avere al massimo 500 membri. Da noi però la musica è ben altra e si parla addirittura di inasprire le pene andando così controcorrente col mondo e non considerando nemmeno l’enorme problema del sovraffollamento delle carceri. Non solo, potrebbe divenire illegale anche la cannabis light. Lo propone un emendamento del governo al ddl sicurezza che è al momento in esame in commissione alla Camera. La nuova norma propone di intervenire sulla legge a sostegno della filiera della canapa ad uso industriale con quantità di Thc (il principio attivo della pianta) inferiore allo 0,2%. La situazione quindi è decisamente complessa. Abbiamo parlato di questi argomenti con Antonella Soldo, esperta di advocacy e di politiche pubbliche sugli stupefacenti e candidata nella lista Stati Uniti d’Europa nel nord-est.

“Negli ultimi anni mi sono occupata un po’ di lobby dei cittadini e ho coordinato un’associazione che si chiama meglio legale che ha lavorato per i referendum per una proposta di legge di iniziativa popolare e per organizzare la richiesta dei cittadini intorno a una tematica precisa: il tema della canapa”. Per Antonella si tratta del vero tema portante in questa campagna elettorale perché come ci spiega “attraverso questo tema se ne raccolgono tanti altri. In particolare in questo territorio noi parliamo di cannabis legale ricordando che oggi la cannabis è in mano alle mafie e in Veneto ci sono 30.000 aziende a rischio infiltrazione mafiosa e questo è un problema che riguarda fortemente l’antimafia e va affrontato con delle misure che devono minare il potere delle mafie che è un potere innanzitutto economico e quindi anche chi crede di non avere nulla a che fare con il tema della legalizzazione in realtà ce l’ha perché con il riciclaggio del denaro che viene dalla traffico di stupefacenti le mafie inquinano il nostro stato liberale”.

La realtà dei fatti è che in questo territorio ci sono già tantissime aziende che hanno deciso di investire sulla canapa creando posti di lavoro e ricchezza. Parliamo di aziende che cercano di trasformare la materia prima e di fare anche un passo in più rispetto alle altre imprese italiane che in genere si occupano esclusivamente della produzione. “Nel nord est – prosegue Antonella – ci sono già importanti aziende che trasformano la canapa in prodotti cosmetici oppure nell’edilizia o nell’industria alimentare, quindi dobbiamo veramente renderci conto che “canapa” non vuol solo dire cannabis legalizzata ma anche libertà di impresa e libertà dalle mafie”. Antonella Soldo è membro del Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni, nonché coordinatrice dell’Associazione Meglio Legale, realtà impegnata per la legalizzazione della cannabis e la decriminalizzazione delle altre sostanze. Inoltre è consulente in relazioni istituzionali e corporate per diversi enti e organizzazioni; ha lavorato come consulente presso la Commissione per la Tutela dei Diritti Umani del Senato presieduta da Luigi Manconi e, come esperta, all’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. “So bene che queste tematiche richiedono molta attenzione da parte dell’elettorato che è purtroppo sempre più pigro. Il problema vero è quello della fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Qualche giorno fa dalle colonne del Corriere della Sera il presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme ai suoi omologhi tedesco e austriaco invitava i cittadini italiani ad andare a votare perché vuol dire decidere del proprio futuro. Una campagna come quella delle europee è una campagna molto difficile che si gioca su collegi giganteschi in cui bisogna prendere migliaia e migliaia di preferenze. E chi ha il potere di cambiare le regole come Giorgia Meloni in realtà si candida capolista ovunque ingannando l’elettorato visto che a Bruxelles poi non ci va, e vale anche per Elly Schlein sia chiaro. La lista Stati Uniti d’Europa in questo collegio non ha alcun leader, alcun big, noi stiamo facendo una campagna vera per strada, persona per persona. Io dall’inizio della campagna elettorale ho incontrato ormai più di 6000 persone nelle piazze nelle vie e negli eventi. Conta la stretta di mano, guardarsi negli occhi e scambiare dei momenti di confronto umani”.

Antonella ha la carica e la passione tipica del DNA dei radicali. La sua battaglia per la cannabis legale è quotidiana e coerente con una costante ricerca di giustizia, libertà e legalità. Il futuro della lista Stati Uniti d’Europa però non si sa bene quale sia oltre la lista di scopo. “Non ci nascondiamo assolutamente: è di fatto una lista di scopo. Ma è raccolta intorno a un progetto che non si è inventato Emma Bonino ma viene da lontano. Da Altiero Spinelli, da Eugenio Colorni, da Ernesto Rossi. L’idea è che da soli non possiamo fare granché ma mettendo insieme le forze di vari stati, le risorse, le energie, la ricerca scientifica, l’esercito, le conquiste migliori sui temi della sanità, della ricerca, dell’università, possiamo essere davvero un continente forte che compete con le grandi potenze mondiali che si stanno posizionando e riposizionando nel mondo. Quindi è una lista di scopo fatta con chi ci stava e poi le scelte future sicuramente non competono a me e saranno decise in congressi, nelle sezioni interne e nelle discussioni dei partiti. Ora l’obiettivo è riuscire a portare quanti più parlamentari nel gruppo dei liberali di renew per fare in modo che in sede europea si possa contrastare l’ondata enorme sovranista che si preannuncia nel prossimo Parlamento europeo”.

Inferno carcere

Di carcere e in particolar modo del carcere di Vicenza ci siamo occupati già qui e continueremo ad occuparci. La

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