L’incontro promosso ieri sera dal Consiglio di Quartiere sul progetto DesTEENazione, con la partecipazione dell’assessore alle Politiche sociali, ha dimostrato quanto il tema sia sentito. Ed è un bene. Quando una città investe in un luogo dedicato agli adolescenti, il confronto non è un ostacolo: è parte della qualità del progetto.
Vale la pena ricordare di cosa stiamo parlando. DesTEENazione è un programma finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per realizzare spazi multifunzionali destinati ai ragazzi dagli 11 ai 18 anni: luoghi in cui educatori, scuola, associazioni, servizi e famiglie collaborano per prevenire il disagio e offrire opportunità di crescita.
Sembra una coincidenza, ma proprio nelle stesse ore in cui a Vicenza si discuteva di DesTEENazione, il Parlamento approvava definitivamente la legge sull’educazione non formale, proposta da Elena Bonetti. Per la prima volta il nostro ordinamento riconosce pienamente il ruolo educativo svolto da associazioni, organizzazioni sportive e culturali, oratori e Terzo settore. È un cambio di paradigma: educare non è più solo compito della scuola, ma dell’intera comunità.
Proprio per questo la scelta della sede non è un dettaglio.
Nella maggior parte delle esperienze italiane questi spazi trovano casa in edifici autonomi, spesso ex scuole o immobili pubblici recuperati e dedicati. A Vicenza, invece, si è scelto di collocare il progetto all’interno della scuola primaria San Giuseppe, in un quartiere che già concentra diversi interventi sociali.
Può essere una scelta efficace? Certamente sì. Ma è una scelta che pone una sfida importante.
Gli spazi educano. Non sono semplici contenitori. Contribuiscono a costruire relazioni, identità e senso di appartenenza. La domanda, quindi, non è se il progetto sia utile – lo è senza dubbio – ma se questo luogo riuscirà a diventare un punto di riferimento per gli adolescenti di tutta Vicenza, capace di attrarre ragazzi provenienti da quartieri, esperienze e percorsi diversi.
L’inclusione, infatti, non consiste nel concentrare i bisogni, ma nel creare occasioni di incontro tra persone, esperienze e quartieri diversi.
Per questo credo che la vera sfida inizi adesso.
L’Amministrazione ha fatto una scelta coraggiosa, diversa da quella adottata in molte altre città. Ora ha l’opportunità di dimostrare che le preoccupazioni espresse da alcuni cittadini sono infondate. Se quello spazio saprà diventare la Casa dei giovani, una vera casa dell’adolescenza, allora avrà raggiunto il suo obiettivo più importante.
Perché il successo di DesTEENazione non si misurerà tanto dalla sede scelta, quanto dalla capacità di diventare un luogo aperto, attrattivo e realmente inclusivo per gli adolescenti di tutta la città.
Francesca Carli
Politiche educative Azione Veneto
Segretaria cittadina Azione










