Ignoranza, stupidità, arroganza e pregiudizio sono nemici della verità.
Per questo l’Amministrazione comunale di Villaga ha accolto e ospiterà domani16 luglio un nuovo format giornalistico di cultura e di approfondimento curato dalla giornalista Federica Morello. Una rubrica in forma di talk show, che si chiama “Mente aperta”, uno spazio pubblico per trovare idee, pensieri e riflessioni che non siano ispirate alle solite rassegne e ai soliti libri da presentare, ma alla proposta di persone di valore e passione da conoscere nella loro profondità, nella loro identità, nella loro integrità. Questo è il progetto e il programma.
Tutti sono invitati giovedì 16 luglio alle ore 21 in PIAZZA a VILLAGA per una intervista a tutto campo a DON MARCO POZZA, sacerdote, cappellano del Carcere di Padova, scrittore, personaggio televisivo e persona di straordinaria cultura e umanità, intervistato da FEDERICA MORELLO.
Una serata dove nutrirci di contenuti, di storie, di provocazioni stimolanti e di un modo di porgere diverso e … stiloso.

Don Marco Pozza è un sacerdote, scrittore, giornalista e personaggio televisivo italiano, nato a Calvene (Vicenza) il 21 dicembre 1979. È particolarmente noto come cappellano del carcere di massima sicurezza Due Palazzi di Padova dal 2011, dove si definisce ironicamente “il parroco di Caino”. Ordinato sacerdote il 6 giugno 2004 nella diocesi di Padova da mons. Antonio Mattiazzo, inizia come vicario parrocchiale nella parrocchia della Sacra Famiglia a Padova. In quegli anni, per avvicinare i giovani lontani dalla Chiesa, inizia a frequentare i locali e i bar del centro, guadagnandosi il soprannome affettuoso di “Don Spritz”. Prosegue gli studi a Roma, dove nel 2013 consegue il dottorato in Teologia Fondamentale alla Pontificia Università Gregoriana con una tesi su Cittadella, l’opera postuma di Antoine de Saint-Exupéry. Questa scelta riflette la sua passione per la letteratura, le storie “dimenticate” e l’immaginazione come via di accesso alla fede. Dal 2011 la sua vita cambia radicalmente: diventa cappellano del carcere Due Palazzi di Padova. Per lui non è solo un incarico, ma un vero e proprio “punto panoramico sul mondo”. Tra le celle ha imparato quella che definisce la “grammatica dell’animo umano”, accompagnando detenuti anche per reati gravissimi (ergastolani, serial killer come Donato Bilancia, etc.) con un approccio di ascolto, misericordia e speranza. Ha descritto il carcere come la sua “patria galera”.
Don Marco è diventato un volto noto della comunicazione religiosa grazie a uno stile fresco, diretto e culturale. Ha ideato e condotto diversi programmi, tra cui:
- Padre Nostro (Tv2000, 2017)
- Ave Maria (Tv2000, 2018)
- Io credo (Tv2000, 2020)
- Dei vizi e delle virtù (Discovery Channel, 2021)
- Il Discorso della Montagna (Canale 5, 2022)
Tutti questi programmi hanno visto la partecipazione fissa di Papa Francesco, con cui ha instaurato un rapporto di amicizia e stima dopo un incontro privato nel 2016. Dalle interviste sono nati diversi bestseller editi da Rizzoli, tradotti in varie lingue. Ha anche scritto testi per la Via Crucis del Venerdì Santo 2020 in Piazza San Pietro (durante la pandemia) e conduce rubriche su Rai1 (Le ragioni della speranza in A Sua Immagine). Tra i suoi libri più recenti figura Il miele e le cipolle (Edizioni San Paolo, 2026), un diario spirituale che mescola teologia, storie dal carcere e riflessioni sull’animo umano.
Don Marco Pozza è un prete “fuori dagli schemi”: ama lo sport, il giornalismo, si presenta spesso in borghese con sneakers bianche ed è capace di contaminare mondi apparentemente lontani (fede, cultura pop, carcere, televisione). Si definisce “uno straccio di prete al quale Dio si intestardisce ad accreditare simpatia”.La sua bio si può riassumere così: un sacerdote che ha scelto di stare accanto agli ultimi (i detenuti) senza rinunciare a parlare al grande pubblico, sempre con uno sguardo pieno di speranza e misericordia.









