l progetto di valorizzazione del Teatro romano di Berga si è aggiudicato il premio #Volotea4Veneto, iniziativa nata in collaborazione con Gruppo SAVE e Regione del Veneto per promuovere e sostenere alcune eccellenze culturali del territorio.
La vittoria è stata possibile grazie alle 5.255 persone che hanno votato dall’8 maggio al 10 giugno. Tra i partecipanti sarà estratto un voucher da 1.000 euro per volare con Volotea.
Il progetto vicentino ha superato i tre concorrenti: al secondo posto, con 4.995 voti, Parco Naturale Regionale della Lessinia (VR-VI), a seguire il Museo civico di Bassano del Grappa con 3.612 voti e infine la Fondazione Querini Stampalia di Venezia con 2.403 voti.

Il teatro romano di Berga
Il teatro romano, detto teatro Berga dal nome medievale del borgo in cui sorgeva, costituisce un episodio archeologico-urbanistico di straordinario interesse. Le strutture del teatro vennero riutilizzate nei secoli successivi come base per nuovi edifici ed infatti tutt’oggi si può facilmente riconoscere l’andamento curvilineo della cavea nella forma dei palazzi del borgo Berga, che si sono impostati e hanno sfruttato le fondamenta e parte degli alzati del teatro, ancora visibili e visitabili in alcuni punti.
Il teatro venne realizzato dalla prima metà del I sec. d.C. e terminato entro l’età Claudia, successivamente nel corso del II sec. d.C. vide diversi rifacimenti, in particolare del complesso decorativo.
Reperti del Teatro Berga conservati al Museo Naturalistico Archeologico
Particolarmente notevole è il nucleo di sculture in marmo che rispondeva a una precisa volontà politica di celebrazione della famiglia imperiale, ed in particolare della dinastia Giulio-Claudia: un ritratto di Augusto, due statue femminili probabilmente di Agrippina Minore e Antonia Minore, una statua loricata (corazza anatomica) e un interessante busto maschile, che forse rappresenta Nerone in veste di Giove, con il volto volontariamente mutilato, interessante caso di rimozione dell’immagine e della memoria a fini politici, un esempio di cancel culture anzitempo.










