Quando si può dire che un romanzo funziona? Quando non si smetterebbe di leggerlo, quando ogni momento è buono per riprendere in mano il libro, quando si arriva alla fine e si sente il bisogno di condividere con gli altri la personale esperienza di lettura. E’ questo il caso del romanzo edito da De Agostini, “ I protettori del bosco” di Mirko Valerio, docente montecchiano. Un romanzo per ragazzi che può essere letto anche dagli adulti, perché non sta scritto da nessuna parte che la letteratura per i più giovani appartenga solo a loro. Ne sono un esempio la Saga di Harry Potter, ma anche il capolavoro di Antoine de Saint Exupery il Piccolo Principe che parla ai bambini, ma anche agli adulti.

“Da insegnante mi sono sempre posto l’obiettivo di invogliare i ragazzi alla lettura, di portarli a scegliere di leggere un romanzo per il piacere di farlo. E devo dire che osservandoli per capire il motivo della scarsa propensione alla lettura, appare chiaro che il libro ha rivali fortissimi come videogiochi, serie TV o i social nel loro complesso. E’ anche evidente che tutta quella letteratura per ragazzi che è indicata come i grandi classici, prende poco perché il linguaggio e il registro sono troppo lontani dai giovani di oggi”.
E così, proprio dall’ osservazione dei suoi ragazzi e il loro rapporto con la lettura, l’autore ha deciso di tornare a scrivere. Il nostro infatti 10 anni fa ha pubblicato” Il prezzo del domani” romanzo storico di ampio respiro.
“Allora ero molto appassionato al racconto storico. D’altra parte sono laureato in Storia e la necessità di scrivere il romanzo che racconta la nostra terra durante il ventennio fascista fino allo scoppio del Secondo conflitto mondiale, è nato proprio da una serie di lezioni e approfondimenti seguiti all’Università. Iniziai d’estate e poi un po’ alla volta mi prese la passione. Mi impegnai a rispettare il vero storico all’interno di una vicenda verosimile che raccoglieva i ricordi dei nonni, racconti locali, ma soprattutto si concentrava sull’amicizia, le avventure, le scaramucce amorose di un gruppo di ragazzi che dovranno fare i conti con la guerra. Ricordo quanto fosse per me quasi ossessionante il rispetto della verità storica. Man mano che scrivevo incontravo situazioni che dovevo verificare su documenti, testi di storia. La ricerca del vero porta ad approfondire e a studiare altro. Ricordo che sono diventato esperto di auto storiche, dato che nel racconto protagonista era un’auto di quegli anni.”
Il nostro ci rivela che ha sempre amato leggere ed inventare storie perché da figlio unico aveva spesso bisogno di inventarsi personaggi con cui giocare. Fervida fantasia, ma poca propensione alla scrittura allora, anche perché lui ha sempre odiato essere costretto entro rigide indicazioni di stesura.
“Scrivevo quello che la traccia richiedeva, ma non mi divertivo. Quando iniziai il mio primo romanzo tutto cambiò. Fui preso dal desiderio di entrare nella narrazione, di vivere nelle menti dei protagonisti e questo mi piaceva molto. Non pensavo allora a pubblicarlo, ma la mia ragazza Valentina, ora mia moglie, mi fece capire che forse ne sarebbe valsa la pena. Feci leggere il manoscritto che era diventato un grosso tomo ad una esperta di editing letterario, Cinzia Ceriani, che mi fece fare dei piccoli cambiamenti e poi mi indirizzò verso una casa editrice disposta a pubblicarlo. Era il 2016 ed ebbi degli interessanti riscontri da parte della critica. Insomma non fu letto solo da amici e conoscenti!”
Nel frattempo Valerio intraprende la carriera di insegnante. La scrittura resta presente, soprattutto in ambito didattico, mentre la vita personale si arricchisce: il matrimonio, i figli, l’impegno professionale. Il tempo per scrivere diminuisce, finché la passione torna a farsi strada proprio grazie alla scuola.

“Osservavo quanto fosse difficile far leggere i ragazzi. Così cominciai a studiare la letteratura per ragazzi e mi appassionai al punto, sempre su spinta di mia moglie, di cimentarmi in questo tipo di narrazione.”
Da bravo insegnante studia i bisogni dei suoi alunni, ne coglie le problematiche, i sentimenti, i valori e decide di inserirli in una narrazione più ampia.
“ Oggi la letteratura per ragazzi è cambiata. Prevale l’aspetto fantastico, il mistero. Ciò non toglie che si possa far riflettere sulle problematiche dei ragazzi. Le difficoltà dell’ adolescenza, il rapporto con il mondo degli adulti, l’amicizia, la scoperta dell’amore. Così è nato il mio secondo romanzo: I protettori del bosco.”
La storia è infatti ambientata nei boschi del Cansiglio, nelle montagne bellunesi , un luogo che Mirko ama e del quale ha recuperato storie, tradizioni, leggende. Il paesino di Tambre diventa così il luogo in cui un gruppo di adolescenti, soliti a trascorrervi le vacanze, vivono un’esperienza che pagina dopo pagina si carica di mistero. Alberto, il protagonista, sente forte il richiamo del bosco che ha conosciuto grazie al nonno, nato e vissuto in quei luoghi. Ma quell’estate tutto cambia e non solo perché il nonno non c’è più: strani fenomeni, sussurri e bisbigli lo turbano e lo incuriosiscono al tempo stesso. Ne parla agli amici di tante estati e insieme decidono di vederci chiaro, di andare oltre la nebbia che improvvisamente soffia tra gli alberi. Ritrovo fisso all’unico bar del paesino, per raccontarsi e decidere che fare, una storia di cronaca lontana, una soffitta che si apre e offre nuovi misteriosi indizi, corse in bici o in vespa fino alla biblioteca di Belluno: una vacanza che si prospettava noiosa diventa via via più eccitante fino a toccare momenti di vera paura. Alberto con i suoi amici si mette sulle tracce del nonno. Insieme ripercorrono vicende che si perdono nel tempo e li coinvolgono. Non solo mistero! Alberto fa anche i conti con nuove emozioni, sentimenti nuovi e forti come l’amore, la gelosia che rischia di metter in crisi l’amicizia. Ma gli spunti di riflessione sono molti altri, specie per capire quello che passa nella mente degli adolescenti. Anche questo romanzo, come il primo, ha visto la partecipazione della famiglia di Mirko. La moglie è lettrice di bozze e suggeritrice, capace soprattutto di motivare nei momenti di difficoltà. E poi ci sono i bambini Agnese e Tommaso con i quali Mirko è andato a visitare i luoghi di ambientazione della storia.
“Avevo deciso di collocare la storia nel grande pianoro del Cansiglio che conoscevo fin da quando ero bambino, ma poi avevo bisogno di collocare il tutto in un contesto preciso. Abbiamo organizzato il viaggio fino a Tambre, abbiamo percorso le strade di questo villaggio e abbiamo deciso che era il posto giusto.”
Il posto giusto per far entrare il lettore nei misteri del bosco, il luogo di bellezza e pace che può diventare pericolo, dramma, ma anche occasione di cambiamento e di crescita. Ancora una volta su sollecitazione della moglie, manda il lavoro a più case editrici, e inaspettata arriva la risposta della De Agostini. Da lì un lungo lavoro di editing, ovvero di revisione e di scelte editoriali e a gennaio 2026 la pubblicazione.
“ Attualmente so che il romanzo è stato letto anche da alcuni abitanti di Tambre e l’hanno apprezzato. Mente le dirette FB, organizzate dal mio editing, hanno registrato positivi riscontri.”
E non può che essere così: il romanzo scorre diretto, veloce verso una conclusione che, come nella tradizione dei racconti del mistero, lascia aperte nuove occasioni per immergersi in un bosco testimone dello scorrere eterno del tempo, lasciando spazio a nuove domande. E forse è proprio questo il segno che un romanzo funziona davvero: quando, una volta chiuso, si sente che la storia continua a vivere dentro.










