È stata inaugurata sabato 12 aprile, negli spazi della Centrale del Latte, “Scultura centrale”, la mostra che vedrà esposte le migliori opere di undici artisti italiani che impiegano una vasta gamma di materiali e tecniche di lavorazione, dalla terracotta alla ceramica, dalle pietre dure ai metalli. Tutte le opere saranno in relazione con l’architettura che li ospita, con un effetto davvero suggestivo. L’esposizione, che sarà visitabile fino al 22 giugno dal giovedì al venerdì dalle 15 alle 20 e domenica dalle 10 alle 20, è curata da Alberto Zanchetta, professore ordinario all’Accademia di Belle Arti di Venezia di origini vicentine e da Paolo Dosa, fondatore di AndreA Arte ContemporaneA, galleria attiva dal 2003 al 2013 nella Casa del Palladio a Vicenza. L’organizzazione è affidata all’Associazione ACT, in collaborazione con il Comune di Vicenza e vede il sostegno di Fondazione Roi.

La selezione degli artisti, tutti italiani, è frutto di un attento monitoraggio di professionisti che possiedono curricula di grande spessore, con all’attivo mostre nazionali e internazionali presso importanti istituzioni pubbliche e private. Gli autori coinvolti sono Bertozzi & Casoni, Francesco Bocchini, Arthur Duff, Filippo La Vaccara, Chiara Lecca, Roberto Mascella, Nero/Alessandro Neretti, Adriano Persiani, Giorgia Severi, Silvia Vendramel, Willy Verginer. A ognuno di loro è riservato uno degli ambienti che cadenzano i quattro livelli della struttura con l’intento di stabilire un sapido rapporto tra i volumi architettonici e quelli delle opere. Le pareti rimarranno quindi intonse proprio perché le sculture saranno messe al centro delle singole sale, permettendo così ai visitatori di esperirle a tutto tondo e ammirando, al contempo, il pregevole intervento di riqualificazione dell’edificio.

Con la loro presenza, le sculture saranno in grado di convertire l’attuale centro civico in un potenziale spazio museale che amplifica la sua pratica sociale e culturale, innescando altresì una forza di coesione con i fruitori e il contesto cittadino. La gran parte di queste sculture scendono infatti dal proprio piedistallo con l’intento di “abitare” gli ambienti dello storico stabilimento vicentino; il contenitore architettonico e il contenuto artistico si prefiggono l’obiettivo di “costruire assieme” il corpo sociale del quartiere affinché gli stessi visitatori si trovino “al centro” di un evento che vuole offrire un impatto emotivo e comunicativo di grande spessore per la città.











