“Il Cengio” è una cooperativa agricola biologica che propone un’agricoltura in armonia con le esigenze dell’uomo e dell’ambiente, un’agricoltura sostenibile che rispetta il territorio. È impegnata anche a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di persone in situazione di svantaggio e a contribuire per un’economia locale, equa e solidale. Oltre a tutto questo, è inaugurato ora il nuovo itinerario “Verso
l’alto – Salire la collina di Isola”. Il tour, a carattere storico, spirituale e naturalistico, è stato ideato e realizzato nell’ambito del progetto “Intrecci tra Cultura e Spiritualità – Vicenza verso il Giubileo della Rinascita 2026” che vede Fondazione CUOA come ente capofila, finanziato dalla Regione del Veneto tramite le risorse del PR VENETO FSE 2021-2027 – dgr 1643/2022 CULTURA IN RETE. I dirigenti della Cooperativa Il Cengio, al lavoro già da qualche mese nella messa a terra del progetto, vogliono così offrire una vista di grande suggestione ai potenziali pellegrini, turisti e visitatori che arriveranno per l’Anno giubilare mariano 1426-2026 del Santuario di Monte Berico; a questo vale la partecipazione alla rete “Intrecci” creata da CUOA che vede diverse realtà formare un network provinciale di esperienze che si identificano nei valori di “Cultura e Spiritualità”.
Il Tour di Isola Vicentina vede il coordinamento di Mauro Gonzo, presidente de Il Cengio, che dice: “Abbiamo voluto sposare questa progettualità portando anche diversi spunti innovativi perché sicuri che questo percorso, ideato e curato nella sua componente storica e culturale da Albano Berlaffa, possa offrire una visione piuttosto evocativa della storia, dei luoghi e del patrimonio naturalistico di Isola Vicentina. Il Cengio, fin dalla sua nascita ormai 20 anni fa, ha avuto come linea guida l’agricoltura biologica come strumento sia di difesa e valorizzazione del territorio che come veicolo educativo, formativo e lavorativo anche per le persone meno fortunate della nostra comunità. Quindi questo percorso diventa la rappresentazione viva dei nostri valori. A questo uniamo un Virtual Tour, versione digitale dell’itinerario, che sarà ovviamente fruibile senza limiti geografici o temporali e che potrà essere una vetrina pre o post il tour fisico o, come speriamo fortemente, strumento didattico per le scuole del territorio e non solo”.
Presentazione del percorso
Alcune particolarità ambientali e urbanistiche del paese di Isola Vicentina permettono di porre in successione spaziale ravvicinata particolari punti d’interesse per proporre un breve itinerario da svolgere a piedi. Il percorso amalgama contenuti di significato naturalistico, storico, artistico, religioso, spirituale. L’itinerario si sviluppa dalla piazza di Isola fino alla sommità della collina prospiciente il paese, articolandosi in otto tappe.
1ª tappa: La piazza di Isola.
La piazza fu il luogo del primo insediamento del paese. Alcune caratteristiche strutturali rimandano all’attenzione per la collina, individuata come luogo di sicurezza e protezione.
2ª tappa: Il ponte di Santa Maria.
Il luogo si caratterizza ancora per gli elementi naturali dell’acqua e della roccia. Entrambi gli elementi suscitano emotività interiore. La salita, nell’azione dell’ascendere in alto, è connessa all’elaborazione del misterioso che appartiene a ognuno.
3ª tappa: Balcone pensile d’accesso alla chiesa di Santa Maria del Cengio.
La salita crea un immediato distacco dall’incombente. La sommità della cengia permette una visione dall’alto. Il luogo ha assunto valenza religiosa nella presenza della prima chiesa.
4ª tappa: Chiesa di Santa Maria del Cengio.
La chiesa, intitolata a Santa Maria, è presente da più di mille anni. Nella sua struttura e nelle opere conservate si può leggere la stratigrafia della sua storia. La statua della Madonna con Bambino motiva un’intensa pietà popolare.
5ª tappa: Chiostro del convento antico.
La costruzione si articola su un disegno simbolico basato sul numero 4 ripetuto più volte. La struttura simbolica rimanda all’equilibrio tra il vivere concreto e la ricerca spirituale.
6ª tappa: Ala novecentesca.
L’edificio fu costruito nel corso del Novecento (1914, 1944) in coerenza con il ruolo vocazionale e formativo dei Servi di Maria a Isola, per dare possibilità a tanti giovani nella loro scelta religiosa. Oggi è il luogo di nuovi itinerari di ricerca in modo collaborativo con la comunità dei frati. 7ª tappa: Eremo.
Dalla sommità della collina si ha una visione panoramica. Sulla cima fu costruito il castello di Isola (XI-XIII sec.). I ruderi del castello sono stati riconvertiti in casa rurale. L’abitazione è evoluta in “eremo” connesso alla presenza dei Servi di Maria.
8ª tappa: Crinale.
Il tratto di collegamento tra la cima del “Castellaro” e il sistema collinare complessivo si articola come crinale, offrendo la possibilità di visione dei due versanti. La pianura e la collina simbolicamente riassumono le due tensioni della vita. Le due visioni sono complementari nell’unitarietà personale di ognuno. Il percorso permette di focalizzare l’attenzione nello sviluppo di tematiche diverse e tra loro complementari.
- Attenzione alla tematica ambientale e naturalistica: confronto tra ambiente
antropizzato e naturale; rilevanza di elementi primari quali l’acqua e la roccia. - Attenzione alla tematica storica: si richiama la dinamica del primo
insediamento del paese (impianto urbanistico, prima chiesa del luogo,
castello nei secoli X-XI-XII), lo sviluppo abitativo del paese; la costruzione e
l’evoluzione della chiesa e del convento di Santa Maria del Cengio). - Attenzione alla tematica del patrimonio culturale e artistico: elementi d’arte
nella chiesa di Santa Maria del Cengio, in particolare la statua di “Madonna
col Bambino”; dettagli simbolici del chiostro. - Attenzione alla tematica religiosa-spirituale: in rapporto agli elementi naturali
scaturisce una tensione interiore di ricerca di significati che furono e possono
essere strutturali nella scelta spirituale e religiosa.
L’intero percorso trova fondamento nel rapporto tra l’orizzontale e il verticale. Trova
significato nell’azione del salire: salire la collina come percorso naturalistico, ma
anche ascendere in alto come percorso di ricerca interiore.