PIGAFETTA 500

Come non perdere questa occasione
Un quinto centenario non capita tutti i giorni

di Valeria Cafà, Vicepresidente e responsabile scientifica – Associazione culturale Pigafetta 500

Ricordo bene quella sera. Ero all’inaugurazione di una mostra al Museo del Gioiello. Incontro
per la prima volta Stefano Soprana. Due parole di convenienza e poi entriamo in una
conversazione sempre più fitta. Fa il nome di Antonio Pigafetta: mi rimane in testa. Possibile
non saperne nulla? In realtà ne avevo anche scritto, se così si può dire (!), in un tema alle
elementari….ma non è questo ora quello che conta. Conta che nel giro di poche settimane
persone che poco o nulla si conoscono (Stefano Soprana, Romano Concato e la sottoscritta)
cominciano a confrontarsi su cosa può essere Pigafetta per la città. Perché non conta quello
che ci vediamo noi (una storia a cinque stelle supreme deluxe gold con tutti gli straordinari
ingredienti per entrare nell’Olimpo delle Storie), conta piuttosto quello che una città o meglio
una comunità può trovarci. Siamo partiti dalle basi. Nel luglio 2018 nasce l’Associazione
culturale Pigafetta 500 grazie all’appoggio del neoeletto sindaco Francesco Rucco (ancor oggi
Presidente onorario) e al supporto bipartisan del Consiglio Comunale. Tra i soci fondatori
Otello Dalla Rosa e Valter Casarotto, cui nel frattempo è andata la delega alle celebrazioni di
Pigafetta 500, poi Silvio Fortuna, Luca Milani e Roberto Cuppone. Siamo un gruppo
eterogeneo, con esperienze, età e competenze molto diverse, e questa diversità riconosco che,
nel tempo, è la nostra forza e il nostro collante. Procedo. Nel giro di pochi giorni, abbiamo dato
vita a “I Venti di Pigafetta”, una iniziativa che gioca con il numero 20, per ricordare che il 20
settembre 2019 si sarebbe celebrata la partenza della spedizione guidata da Ferdinando
Magellano, ed evoca al contempo i “venti”, senza i quali quel viaggio per nave non avrebbe
avuto corso. Se non ricordo male, una bella trovata di Luca. Ogni 20 del mese, per 11 mesi,
abbiamo portato centinaia di persone a scoprire non solo e non tanto la storia di Pigafetta, il
cronista della spedizione, ma piuttosto, grazie alle capacità istrioniche e narrative di Romano,
le mille storie che con Pigafetta in qualche modo hanno a che fare. Una bella matrioska russa,
in cui da Pigafetta si arriva a parlare, senza tanto sforzo, del primo viaggio sulla Luna o
dell’apertura del canale di Suez, o ancora della prima tipografia a Vicenza e di Vespucci, del
pepe nero e dell’amore libero nel Rinascimento (oddio, questo non so se è vero…). Perché
Pigafetta è così, trasversale e universale, uno di quei temi da giocarsi in qualunque situazione.

Il primo a dare il nome alla Patagonia, all’Oceano Pacifico, ma anche il primo a usare il termine
“raffica” per il vento impetuoso, il primo a descrivere come si cucina il riso all’orientale o
come sono e crescono le piante delle spezie. Il primo a descrivere le nubi di Magellano, i
pinguini e i guanachi, a raccontarci del popolo filippino e della sua tradizione orafa…ma
soprattutto il primo vicentino a fare il giro del mondo, e a scriverlo…perché se una storia non
la si sa raccontare, quella storia – come si sa – non esiste!
Un rapido sondaggio ci aveva dato l’idea che i primi a non sapere chi fosse Pigafetta fossero
proprio i vicentini che passavano indifferenti e frettolosi davanti al suo monumento in viale
Roma. Ecco, il monumento: tra cene e incontri (tantissimi con Rotary, Lions, Progetto
Jonathan, Banca delle Terre Venete…a tutti un grande grazie!), abbiamo voluto dare un
segnale concreto alla città e, in tempo per le celebrazioni del 2019, l’abbiamo restituito pulito
e rimesso a nuovo, con un sistema di illuminazione finalmente efficace. Qui spesso ci troviamo
ancora a dare il là alle nostre iniziative. Sono man mano cresciuti gli iscritti alla associazione, i
legami con l’estero, i rapporti coi vicentini nel mondo, con le associazioni e le confraternite
locali e le attività sul territorio sono diventate più frequenti e varie. Pigafetta piace. Seguono
incontri a Roma, delegazioni all’estero, contatti con Spagna, Portogallo, Brasile, Argentina,
Cile, Filippine; del resto Pigafetta ha girato il mondo ed è conosciuto e riconosciuto come una
figura – rullo di tamburi – di egual valore per il mondo intero. Non stiamo parlando di un
conquistador, ma di un uomo che, con rare capacità di fare da ponte tra mondi diversi, è oggi
celebrato nel monumento a Cebu (Filippine) con un libro e una penna in mano. A lui si deve il
profilo del valoroso e burbero comandante portoghese Magellano, ma a lui si deve anche
l’ammirata descrizione di chi si oppose e uccise Magellano, l’eroe filippino Lapu Lapu. Una
visione dell’ altro carica di profonda umanità e compassione, scevra di pregiudizi anche di
fronte a fenomeni ingiustificabili come il cannibalismo, per dire, ma di cui per primo Pigafetta
nella storia ricerca le motivazioni. E del resto il grande valore aggiunto della “Relazione del
primo viaggio attorno al mondo”, la sua eredità tangibile e universale, è che Pigafetta la scrive
in prima persona, chiarendo ciò di cui ha (o non ha) esperienza diretta.
Fin da subito abbiamo costruito una immagine forte (che logo!), riconoscibile. Ma vero è che
Pigafetta non l’abbiamo inventato noi. Ben prima di noi l’Accademia Olimpica svolgeva
regolari attività con le scuole secondarie, per non parlare del denso programma di ricerca e
pubblicazioni condotto da anni dalla Biblioteca civica Bertoliana, o i programmi educativi di
Ardea. Tutti soggetti con cui abbiamo cominciato a costruire un rapporto di intenso lavoro,
assieme pure alla Biblioteca Internazionale La Vigna, la Fondazione di Storia onlus, Gallerie
d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, alle scuole, prima tra tutti il Liceo statale A. Pigafetta, e
tante compagnie teatrali locali (se scordo qualcuno, perdonatemi).

E’ così che la Partenza – un festival di tre giorni (20-22 settembre 2019) ha fatto il botto: è stato un successo per risultato e partecipazione. Nei mesi successivi, Pigafetta 500 è diventato quello che speravamo: un
progetto condiviso, che cresce assieme alla consapevolezza che di Pigafetta sta sviluppando il
territorio. Così oggi l’Associazione non solo promuove iniziative “proprie”, di carattere
scientifico-divulgativo e conviviale che seguono le tappe del viaggio di Pigafetta, ma accoglie
proposte che arrivano da singoli, gruppi, scuole. Vorremmo fare di più. Per ora Pigafetta 500
ha dato il sostegno a iniziative spettacolari e avventurose, come quella dell’imbarcazione
Lifexplorer che ha attraversato lo stretto di Magellano portando il logo Pigafetta 500 a quelle
latitudini, o il viaggio in moto per le sterminate terre patagoni di una coppia di vicentini.
Abbiamo sostenuto pubblicazioni, documentari, convegni promuovendo incontri su spezie,
cibo, profumi. Alcuni progetti li abbiamo visti nascere e prendere strade lontane (come quello
sui pinguini di Magellano di Margherita Michelazzo, ora a Expo Dubai nel padiglione cileno),
altri li abbiamo abbracciati solo alla fine (come la figura di “Paperin Pigafetta” su Topolino di
novembre 2021). Durante il lungo stop della pandemia, ci siamo dedicati alla
programmazione per il 2021 e specialmente il 2022 (incrociamo le dita!) tenendo fede ai
nostri tre capisaldi: scuola, impresa e turismo. Col sostegno della Camera di Commercio di
Vicenza (bando Cultura e Turismo 2020), abbiamo cominciato a guardare Pigafetta in modo
ancora nuovo. Non solo una figura da celebrare, ma una risorsa per il nostro territorio. Non c’è
retorica in questo. Con le Guide Turistiche Autorizzate abbiamo percorso palmo palmo la
provincia per individuare quello che ora, alla fine del 2021, si comincia ad affermare col brand
“Le Terre dei Pigafetta”, un itinerario ciclabile e, in futuro, speriamo, un cammino per
valorizzare punti notevoli e siti Unesco, legandoli alle ramificate storie dei Pigafetta e
abbracciando quello che è un fenomeno virtuoso e in crescita, il turismo lento. Ancora, il
teatro: con una sudatissima raccolta fondi online che ha superato le più rosee aspettative (in
tre mesi 225 persone hanno donato più di 20.000 euro) sosteniamo il progetto del Liceo
Pigafetta per la realizzazione di un’opera lirica affidata al maestro Valtinoni che sarà materia
didattico-formativa per il 2022 e, nelle nostre speranze, verrà messa in scena per la prima
volta nel settembre 2022. A teatro ancora siamo tornati lo scorso novembre con “Girotondo
Pigafetta”, uno spettacolo (di Anonima Magnagati, Compagnia Astichello, Seven Gnoms,
musiche Bàbata, su canovaccio di Luigi Lunari e Angelo Stefani, regia di Aldo Zodan: ci
promuoviamo!) che girerà nei teatri della provincia, per ridere e sorridere, e intanto capire il
senso e le sfide di quel viaggio. Pigafetta piace anche alle imprese che ne hanno colto il
soggetto per un nuovo storytelling sull’imprenditore vicentino che, come Pigafetta, parte per
il mondo con coraggio e curiosità a compiere la sua impresa.

Valeria Cafà
Romano Concato
Stefano Soprana
Valter Casarotto

E Pigafetta piace anche perché può rappresentare il marchio identitario di un territorio vocato specialmente alla
esportazione (ci stiamo lavorando…).
Un uomo che ha registrato i vocaboli di quattro popolazioni, ha raccolto esemplari di piante,
descritto animali e costumi mai visti prima da nessun uomo europeo, ha segnato come pochi
altri la prima conoscenza di gran parte di mondo da cui è partito il processo che conosciamo
come “globalizzazione”. A me non pare poco. Abbiamo per le mani una figura di rara bellezza,
complessa, ricca e sfaccettata, ma allo stesso tempo semplice da comunicare. E’ vero, non
abbiamo nulla da mostrare, non abbiamo un suo ritratto, sappiamo poco della sua vita prima
del viaggio e ancor meno dopo il viaggio. Ma se questi sono i limiti oggettivi, su tutto il resto
abbiamo praterie aperte in cui muoverci e per cui appellarci a creatività, partecipazione e
innovazione. In un’epoca in cui il “bene culturale” non si traduce in bene materiale, il nostro
Pigafetta è un valore aggiunto di grande novità, positività e freschezza per il territorio.
Leggevo che i poeti generano PIL: possiamo approcciarci a Pigafetta con rispetto senza –
citando – ridurci a farne un magnete? Credo di sì. Abbiamo istituzioni sul territorio che
garantiscono la serietà e la qualità di quanto si sta facendo su Pigafetta, e abbiamo un
entusiasmo che, a mia esperienza, non vedevo da molto. Diciamocelo (e vado al titolo di
questo intervento): quando ci capiterà un altro quinto centenario?

Dal tour “Le terre di Pigafetta”
https://www.antoniopigafetta500.it/

Settembre 2022

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