Il nuovo libro di Michele Santuliana

Cosa spinge di questi tempi un giovane cittadino, che nasce in un paese di collina, a scrivere un libro?  

Le storie hanno sempre fatto parte della mia vita. Nelle storie ci sono le persone, i sentimenti, le azioni: in una parola l’umanità. Ho avuto due nonne che mi hanno raccontato storie di ogni genere e poi insegnanti che mi hanno spronato sin dai primi anni di scuola a raccontare e a scrivere. In seguito ho avuto la fortuna di incontrare persone che hanno apprezzato i miei lavori e mi hanno dato la possibilità di pubblicare, ma il libro edito è l’ultimo dei pensieri. L’importante è avere qualcosa da dire che sia vero e onesto.

Racconti, narrazioni. Dove la fantasia incontra la storia?

La Storia è sempre stata la mia materia preferita a scuola, come all’università. L’ho studiata volentieri fino a laurearmi in Lettere classiche e Storia antica. Per questo nella mia narrativa, per adulti come per ragazzi, la storia, è fondamentale. Nella storia possiamo studiare l’essere umano o, come diceva il grande storico Marc Bloch, gli esseri umani, l’uomo in relazione. La letteratura forse non fa lo stesso? Lo fa, ovviamente, da un altro punto di vista. La storia che si fa sui documenti non può dire tutto: c’è una “verità” che solo la finzione narrativa riesce a scandagliare. Direi quindi che il loro è un rapporto complementare.

Da cosa nasce il prossimo libro? Ce lo racconta?

Si tratta di una raccolta di racconti: dodici storie che rappresentano altrettanti personaggi fittizi ma alle prese con i nostri luoghi – il mondo pedemontano – e il nostro tempo. I personaggi spaziano fra tutte le età e fra tutte le tipologie: ci sono bambini, giovani, adulti, anziani, operai, imprenditori, studenti e persino una suora. Dopo aver raccontato le storie del mio paese, Sant’Urbano, volevo raccontare l’oggi. Così ho scritto questi racconti. I personaggi sono interamente fittizi, ma in essi ho cercato di restituire un mondo che vedo e sento ogni giorno, con le sue luci e ombre, la sua bellezza e le sue contraddizioni.

Quale dei libri precedenti ha raccolto più soddisfazioni?

Ogni libro ha una storia a sé e una volta pubblicato cammina per strade proprie, a volte inaspettate, a prescindere anche dall’autore. Sicuramente Il paese silenzioso, mio primo libro, è stato per me fonte di grande soddisfazione. Anche chi non conosceva Sant’Urbano ritrovava l’animo di un paese come tanti altri, con le sue storie e le sue persone. Ma anche i libri per ragazzi mi hanno dato molto: se penso, per esempio, a L’eco delle battaglie, un romanzo per ragazzi sulla Grande Guerra, mi tornano in mente le decine e decine di incontri nelle scuole, le domande e gli interventi dei miei giovani lettori, i lavori che hanno realizzato a partire dalle mie storie. Una bella soddisfazione!

C’è più soddisfazione a scrivere un libro, a vederlo letto, a raccontarlo?

Si tratta, direi, di soddisfazioni diverse. Raccontare una storia, che sia in forma orale o scritta, è per me sempre una grande avventura, faticosa ed emozionante. Un po’ come un’escursione in montagna: si fatica, si suda, ma poi la meta offre soddisfazioni che ripagano ampiamente gli sforzi compiuti. Un’altra difficoltà per me consiste nel coniugare la scrittura con gli impegni del mio lavoro di insegnante. Durante l’anno faccio fatica a procedere con la scrittura a pieno ritmo e “Mi consolo” prendendo appunti, abbozzando, preparando. Cerco di rifarmi d’estate!

Che spazi potranno mantenere i libri in una società che consuma le emozioni in 144 battute?

In realtà la pandemia ha evidenziato un rinnovato interesse per la lettura. Certo, viviamo in un paese che legge poco, molto poco, specie rispetto ad altri paesi europei. Credo sia importante in tal senso educare alla lettura fin dall’infanzia: la famiglia e la scuola hanno un ruolo fondamentale. E poi ci sono studi che lo dimostrano: un lettore forte possiede strumenti per essere un buon cittadino nella complessità del mondo contemporaneo. La lettura inoltre ci insegna la pazienza di scoprire, di andare a fondo, e di immaginare! Ma i libri resteranno: il problema, semmai, è trovare buoni libri nell’oceano di pubblicazioni che ogni anno affollano gli scaffali delle librerie.

Il Vicentino ed il Veneto in generale quanto ama i suoi autori?

Il Veneto è sempre stata una regione fertile di scrittrici e scrittori, e il Vicentino in particolare, basti pensare che siamo nell’anno del centenario dalla nascita di Mario Rigoni Stern e che il 2022 sarà l’anno del centenario dalla nascita di Luigi Meneghello. Entrambi sono autori molto apprezzati, e per me sono riferimenti imprescindibili: due maestri di scrittura e di vita. Ma numerosi sono anche i nomi contemporanei, che cercano di raccontare questa terra e le sue genti nel presente e nel passato e che sono apprezzati anche a livello nazionale.

Congratulazioni di facciata, commenti sinceri o invidie latenti. Cosa prevale nella platea dei concittadini?

Non mi sono mai posto questa domanda! Quando scrivo cerco di pensare solo alla storia, a scrivere una buona storia. A pensarci, il libro che ha suscitato reazioni più vivaci è stato Il paese silenzioso: c’era chi mi fermava per congratularsi, chi per dirmi che non avevo raccontato quella storia o quell’altra, chi si è riconosciuto e ha apprezzato come chi, pochi davvero in realtà, non ha gradito. Non ho mai percepito invidie, piuttosto molti si sono fatti presenti apprezzando i miei ultimi lavori per ragazzi. Con I monti celesti vedremo!

Stai lavorando a qualcos’altro?

In queste ultime settimane ho lavorato alla prima stesura di un romanzo. Sono riuscito a concluderla, ma ora comincia la fase di revisione e riscrittura. Spero di poter avere presto buone notizie per i miei lettori!

BIOGRAFIA

Michele Santuliana è nato nel 1988. Laureatosi in Lettere classiche e Storia antica a Padova, insegna oggi Materie letterarie e latino presso il liceo “G.G. Trissino” di Valdagno (Vi). Nell’aprile 2012 è uscito per Biblioteca dell’Immagine il suo primo libro, Il paese silenzioso. Storie del Veneto che non c’è più. Nello stesso anno ha esordito come autore per ragazzi, pubblicando Alessandro Magno. Sui passi di un condottiero (Raffaello Editrice). Negli ultimi anni ho concentrato la sua attività di scrittura nella letteratura per bambini e ragazzi. Fra i suoi ultimi libri La pietra del sole (2016) e L’isola del labirinto (2019), tutti editi da Raffaello Editrice. Collabora con «Quaderni Vicentini», rivista bimestrale giornalistico/culturale, e col blog laletteraturaenoi diretto da Romano Luperini.

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